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Finisce lo stato di emergenza ma Costa paga per l’ambiente

ISOLA DEL GIGLIO. Finisce lo stato di emergenza all’isola del Giglio. Lo revoca il consiglio dei ministri a partire dal 15 settembre, anticipando la fine dell’incarico al commissario straordinario...

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ISOLA DEL GIGLIO. Finisce lo stato di emergenza all’isola del Giglio. Lo revoca il consiglio dei ministri a partire dal 15 settembre, anticipando la fine dell’incarico al commissario straordinario della Concordia, Franco Gabrielli, di due mesi e mezzo.

La decisione di chiudere prima lo stato di emergenza è stata presa perché la nave ormai ha lasciato il Giglio e si trova a Genova, nella diga foranea di Prà-Voltri dove, fra alcuni giorni, inizieranno i lavori di smantellamento del relitto. Prima del 15 settembre, il capo della protezione civile, Franco Gabrielli, in qualità di commissario straordinario (uscente) dovrà regolamentare con proprie ordinanze le attività che ancora rimangono per chiudere il capitolo Concordia: il ripristino ambientale al Giglio e la demolizione del relitto.

Il coordinamento del ripristino ambientale verrà affidato alla Regione Toscana; il coordinamento dello smantellamento verrà affidato alla Regione Liguria. Modalità e dettagli saranno stabilite, appunto, con le ordinanze di Gabrielli che dovrebbero essere emanate all’inizio di settembre. Quando Costa, nel caso del Giglio, dovrebbe aver appaltato i lavori per la rimozione delle piattaforme del falso fondale (se verrà riconfermato questo intervento), la rimozione dei circa 1200 sacchi di malta cementizia su cui ha poggiato la Concordia per oltre due anni, il ripristino dell’habitat naturale esistente prima del naufragio.

In questa attività la Regione dovrebbe contare sulla collaborazione dell’Osservatorio di monitoraggio (della Concordia) costituito nel 2012, anche se probabilmente rivisto. Sicuro, invece, è che saranno a carico di Costa tutte le spese per il ripristino ambientale, comprese quelle per le analisi delle acque, per i monitoraggi e gli studi o i prelievi necessari ad Arpat o Ispra, l’istituto di ricerca sul mare che opera per conto del ministero dell’Ambiente. Infatti, la Toscana ha voluto che questo concetto fosse ribadito nella delibera con cui il consiglio dei ministri ha dichiarato concluso lo stato di emergenza all’isola del Giglio.

In questo modo, l’armatore non potrà sottrarsi agli impegni assunti già nel 2012 quando ha presentato il progetto di rimozione della Concordia dal Giglio. Un impegno che prevede anche l’obbligo di proseguire il monitoraggio sull’ambiente marino per cinque anni dal trasferimento del relitto a Genova. (il.bo.)

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