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Solemme: «Nessuna analogia con Aprilia»

Solemme: «Nessuna analogia con Aprilia»

MONTEROTONDO. Botta e risposta tra Solemme e Geo Monterotondo: la società proprietaria dell'impianto accusa il comitato ambientalista di strumentalizzare una vicenda dolorosa e di dichiarare il falso....

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Botta e risposta tra Solemme e Geo Monterotondo: la società proprietaria dell'impianto accusa il comitato ambientalista di strumentalizzare una vicenda dolorosa e di dichiarare il falso.

Lo scontro tra il gruppo che da anni lotta contro l'avvio di un impianto di compostaggio dei rifiuti nel paese delle Colline Metallifere e l'azienda padrona della stessa fabbrica si accende: in ballo le similitudini tra Aprilia, dove sono morti due operai e Monterotondo, entrambi sede di impianti della stessa società. «Le parole del comitato Geo riportano diverse falsità e, soprattutto, strumentalizzano una vicenda che ha visto due dolorose morti bianche, in cui Solemme, va sottolineato con forza, è del tutto estranea – spiega il presidente di Aquaser (alla quale fanno capo sia Solemme di Monterotondo che Kiklos di Aprilia), Claudio Ceroni - Tra l'altro va evidenziato che l'incidente che è avvenuto all'interno di un impianto di Aprilia appartenente al nostro stesso gruppo, non appare alle prime valutazioni ricollegabile ai processi operativi interni dell'azienda». Il presidente sottolinea ancora che è stata lo stesso gruppo di cui è a capo a chiedere chiarezza su quanto accaduto ad Aprilia: adesso la parola passa alla magistratura che sta indagando sull'episodio. Quello che Ceroni non accetta è che gli impianti gestiti dalla società siano definiti non sicuri, proprio come ventilato dal comitato Geo. «Gli impianti appartenenti ad Aquaser – evidenzia Ceroni - operano tutti mediante rigorose procedure di sicurezza e sono soggetti a controlli da parte degli enti proposti. Non sono impianti inquinanti né pericolosi. Tutt'altro: sono di fondamentale utilità al territorio in cui operano, in quanto smaltiscono in modo del tutto naturale la frazione umida e ne producono compost. In questo modo, contribuiamo allo smaltimento virtuoso dei rifiuti e generiamo occupazione e posti di lavoro nelle comunità in cui operiamo». Lo stesso impianto di Monterotondo, come dice Ceroni, ha superato una lunga procedura autorizzativa: è sicuro perché utilizza tecnologie di ultima generazione ed è sempre costantemente controllato. (p.v.)

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