Il Tirreno

Grosseto

Si perse in mare, arriva il verbale da 1.400 euro

Si perse in mare, arriva il verbale da 1.400 euro

Il trentenne del Giglio viaggiava senza assicurazione della barca e senza le dotazioni di bordo obbligatorie

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ISOLA DEL GIGLIO. Chi pensava che la storia del disperso in mare, che la scorsa settimana aveva tenuto con il fiato sospeso la Maremma, dopo che con la sua imbarcazione era sparito per essere poi ritrovata la mattina successiva dalla guardia costiera, fosse finita lì si sbagliava. Perché dopo il salvataggio ora è arrivato un verbale da millequattrocento euro e il sequestro dell’imbarcazione sulla quale il trentenne viaggiava.

Tutto è cominciato il pomeriggio in cui il ragazzo ha deciso di affrontare il tratto di mare che separava la costa dell’Argentario dall’isola del Giglio. Stefano Lampis Pasquali era partito martedì della settimana scorsa da Talamone e sarebbe dovuto arrivare in serata all’isola del Giglio, dove ha un noleggio barche a Campese. Ma qualcosa, su quella barca di 7 metri, non era andato nel verso giusto e alle 21 era scattato l’allarme alla capitaneria di porto. Si erano perse le tracce del trentenne che è stato poi trovato vivo durante la notte.

Stava bene ma era sotto choc, quando gli uomini della capitaneria di porto lo hanno trovato nella zona delle Formiche di Grosseto, molto più a nord rispetto alla rotta che avrebbe dovuto seguire per raggiungere l’isola del Giglio. Poco prima delle cinque del mattino la sua barca è spuntata fuori. La capitaneria l’aveva cercata anche in quella zona, ma la pioggia fitta aveva impedito al radar di individuare l’imbarcazione di Pasquali. Alla fine gli uomini della guardia costiera erano riusciti a salvarlo. Le ricerche erano state coordinate dal comandante Gregorio De Falco, lo stesso che indirizzò al comandante Francesco Schettino, la notte del naufragio della Concordia, la famosa frase "torni a bordo, cazzo!".

Stefano Lampis Pasquali però, sulla sua imbarcazione non aveva con sé né la radio, per trasmettere la propria posizione e nemmeno un cellulare con il quale spiegare agli uomini che lo stavano cercando dove fosse finito. Dotazioni necessarie, che devono essere portate quando si esce con la barca. I militari della guardia costiera, poi, fatti i dovuti accertamenti, hanno scoperto che oltre alle dotazioni necessarie, quell’imbarcazione non era coperta dall’assicurazione. È questo che ha pesato per la maggiore sulla multa che è arrivata a Lampis Pasquali. Millequattrocento euro in totale perché la barca con la quale si era perso non avrebbe potuto navigare.

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