Lutto
Pulizia del laghetto al via La Lav lancia un appello
GROSSETO. Decoro e igiene: la pulizia del laghetto di via Giotto non può più essere rimandata. Ma tranquilli: tartarughe e pesci presenti nell’invaso non rischiano nulla (o quasi). Tante le...
GROSSETO. Decoro e igiene: la pulizia del laghetto di via Giotto non può più essere rimandata. Ma tranquilli: tartarughe e pesci presenti nell’invaso non rischiano nulla (o quasi). Tante le segnalazioni fatte da chi si trova a passeggiare da quelle parti e molti i rilievi dell’ufficio manutenzioni del Comune.
Ecco dunque la determina dirigenziale numero 1150 del 30 luglio che stanzia i fondi per la pulizia e il drenaggio del laghetto, troppo sporco per rimanere così com’è. Il via alle operazioni è previsto per l’ultima settimana di agosto e sarà curato dalla ditta Busisi ecologia il cui compenso è stabilito in 15mila euro.
Togliere deiezioni degli animali, polveri portate dal vento e qualunque altra sporcizia non sarà roba semplice: ci sono da preservare tartarughe, anatre e pesci che da anni popolano la zona.
Ed è per questo motivo che tutto sarà portato avanti in più fasi d’intervento: prima sarà svuotata la parte più piccola dell’invaso, con tutti gli animali spostati nel lato più capiente del laghetto. Poi il contrario.
Sulla faccenda, intanto, interviene il responsabile della Lega anti vivisezione di Grosseto. Sì, perché mentre la gran parte degli animali presenti in acqua pare salva, i pesci più piccoli potrebbero finire nello scarico. «Il Comune ci coinvolga – spiega Bottinelli – potremmo mettere a disposizione un paio di volontari per recuperarli». Poi Bottinelli rilancia un’idea sino a oggi caduta nel vuoto: «Resta valida la proposta di trovare un accordo con il Crasm di Semproniano e abbiamo anche la disponibilità della Lega abolizione caccia della Toscana che, a Giuncarico, ha dei bacini d’acqua che potrebbero ospitare tartarughe e germani reali. Insomma, basta che il Comune ci contatti e si renda disponibile a stringere un piccolo accordo per le spese che sono davvero minime di mantenimento degli animali».
Maurizio Bernardini
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