Lutto
L’azienda avvia i licenziamenti “soft”
Acquedotto del Fiora ha aperto la procedura di licenziamento collettivo (si chiama così) per dieci dipendenti «divenuti strutturalmente eccedenti rispetto alle esigenze tecnico-organizzative...
Acquedotto del Fiora ha aperto la procedura di licenziamento collettivo (si chiama così) per dieci dipendenti «divenuti strutturalmente eccedenti rispetto alle esigenze tecnico-organizzative aziendali». Al momento si contano già tre adesioni. Si tratta di personale con posizione impiegatizia (un quadro, un 5º livello e un 8º), dipendenti ultrasessantenni disposti a uscire dalla società. Gli adempimenti sono stati già avviati e la pratica resterà aperta per 120 giorni,in pratica fino al 31 dicembre 2014. I vertici del Fiora (Piero Ferrari, Giampiero Tofanelli e Nunzio Santese), il 22 luglio avevano incontrato i segretari provinciali di Filctem Cgil (Furio Santini), Femca Cisl (Fabio Della Spora) e Uiltec (Rinaldo Carlicchi) e le rsu aziendali, cioè Antonio Vittori, Marco Mattera, Duccio Giovannoni e Pierluigi Serafino. «L’incontro _ spiega Furio Santini _ ha dato esito positivo e nella circostanza è stato concordato l’utilizzo della mobilità ordinaria per dieci dipendenti che manifesteranno la non opposizione al licenziamento. Alcuni mi risulta si siano già fatti avanti». E in effetti le prime tre uscite sono programmate entro settembre. «La ragione di una scelta di questo tipo? O la pensione vicina, oppure altri progetti di lavoro», spiegano i sindacati. Il presidente del Fiora, Tiberio Tiberi (foto), in questa fase preferisce non commentare. Dalla sede di via Mameli l’azienda conferma che «si sta procedendo a una rimodulazione del personale ma in modo soft, cercando la massima collaborazione per concordare le uscite. Si tratta di una mobilità su base esclusivamente volontaria, a cui ha aderito il personale le cui competenze non sono strutturalmente più in linea rispetto alle esigenze tecnico-organizzative aziendali». (g.b.)
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