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bufera sull’immigrazione

Barbagli: «A Casa Sollievo all’insaputa del sindaco»

CINIGIANO. «L’immigrato/a vien di notte all’insaputa del sindaco e delle autorità e così si nasconde a casa Sollievo». Lo afferma in una nota il capogruppo della civica A/ gente comune di Cinigiano,...

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CINIGIANO. «L’immigrato/a vien di notte all’insaputa del sindaco e delle autorità e così si nasconde a casa Sollievo». Lo afferma in una nota il capogruppo della civica A/ gente comune di Cinigiano, Giovanni Barbagli che spiega: «Nell’ultima seduta del consiglio comunale a proposito della comunicazione del sindaco Romina Sani sull’accordo con la Prefettura per l’ospitalità degli immigrati nel nostro territorio, si è venuti a sapere che la sostanza dell’accordo consiste in due condizioni: che siano ospitati in struttura a norma e idonea e che potranno essere adibiti a lavori di utilità sociale al fine di poterli integrare nel territorio. Potremmo non essere pregiudizialmente contrari, ma c’è un però, La condizione della idoneità della struttura è corretta, ma l’opportunità del lavoro non è certo una condizione possibile dal momento che lo status di clandestini non consente di poter impiegarli in lavori di alcun genere. Ma nel corso del dibattito è emerso che l’assessore ai servizi sociali F.Bianchi alla richiesta di chiarire chi fosse ospitato attualmente in Casa Sollievo ha dichiarato che ci sono 5 donne immigrate, ma guarda caso di queste presenze il sindaco non era al corrente e l’ha scoperto durante il dibattito». L’assessore al Sociale, secondo Barbagli non si può permettere il lusso di decidere in materia di immigrazione come meglio crede magari mettendosi la veste di dipendente della fondazione Sasso di Maremma per non dare nell’occhio. «Ma non è tutto qui - aggiunge - ricordiamo che all’indomani della campagna elettorale l’ex sindaco Marzio Scheggi sferrava un attacco personale al sottoscritto, affermando che avrei portato gli immigrati a Casa Sollievo come Presidente della Croce d’Oro. Ovviamente niente di più falso perché quegli immigrati furono accolti provvisoriamente su ordine del Presidente della Regione in attesa di essere sistemati nella struttura del comune come in effetti avvenne. E inoltre della venuta degli immigrati di allora furono avvisati: il sindaco, le autorità di polizia e gli operatori di Casa Sollievo, non ci risulta che queste cautele siano state usate nel caso che solleviamo. Un ultimo particolare: Marzio Scheggi è anche direttore della Fondazione Sasso di Maremma: è proprio vero che la mano destra non sappia cosa fa la mano sinistra».

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