Il Tirreno

Grosseto

Ancora fiamme, il piromane è a quota 24

di Enrico Giovannelli
Ancora fiamme, il piromane è a quota 24

A Castiglione non si placa la furia distruttiva dell’incendiario seriale. La panoramica è distrutta, si vive nell’angoscia

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CASTIGLIONE DELLA PESCAIA. Con l’ultimo incendio di ieri mattina verso le 11 sulla strada panoramica lato sud, la conta negli ultimi due mesi è salita a quota 24, di cui 14 proprio sulla circonvallazione che sovrasta Castiglione della Pescaia.

Anche le fiamme che sono state appiccate in uno dei punti sotto via del Muschio, ben visibile da tutto il paese, dove già un altro incendio aveva provocato danni più seri, è sicuramente di origine dolosa. L’incendiario molto probabilmente ha visto i volontari che da giorni si danno il cambio sulla strada panoramica, e ha individuato il tratto che in quel momento non era coperto.

In pochi attimi, magari scendendo da via del Muschio in mezzo al bosco, con un innesco molto simile a quelli già usati in passato, ha cercato di far partire le fiamme proprio dal muretto che sovrasta la strada. Il fuoco è salito verso l’alto incenerendo la macchia secca, e la colonna di fumo che si è alzata ha richiamato immediatamente l’attenzione di chi ha voluto donare il proprio tempo per la collettività, facendo scattare la chiamata alla squadra comunale. Con l’autobotte, pronto a entrare in azione 24 ore su 24, i tecnici della Protezione civile del Comune sono arrivati in pochi minuti dal magazzino, distante solo qualche centinaio di metri, e in un lampo hanno spento le fiamme. Il rogo, stavolta, ha interessato praticamente solo una decina di metri quadrati, e quando poi sono arrivate le squadre dei vigili del fuoco la zona era di fatto già stata bonificata. I cittadini di Castiglione però vivono nell’ansia.

Il primo incendio sospetto è stato quasi sicuramente quello di mercoledì 4 giugno: quel pomeriggio c’era un bel vento di maestrale e verso le due del pomeriggio scattò l’allarme. Le fiamme partirono in prossimità del vecchio cancello che da sulla strada di via San Benedetto Po, e che porta a quella che doveva diventare la casa di riposo. In pochi minuti le fiamme risalirono verso la strada panoramica, in un tratto di boschetto che va a chiudersi a triangolo verso la rotatoria e dove ci sono anche alcuni orti, sempre dal lato sud. Ci fu chi pensò che un mozzicone di sigaretta, lanciato distrattamente, potesse aver dato origine alle fiamme, spente solo con l’intervento dei vigili del fuoco. Ma invece per la dinamica e le modalità di quelli che poi saranno altri 23 incendi, non sembrerebbe così. Da quel giorno non è passata settimana che non ci fosse un altro incendio, di piccole, medie o grandi dimensioni, quasi tutti con un identico comune denominatore: la strada panoramica, su tutti e due i lati. Un atto seriale, quasi maniacale, che ha fatto sollevare l’indignazione generale di tanti cittadini, i quali qualche settimana fa si sono riuniti in un’assemblea pubblica, proprio per discutere insieme il da farsi. Alla presenza del sindaco Giancarlo Farnetani, ma anche dei tecnici della Protezione civile con il “capo” Massimo Baricci, e poi di quelli della Guardia forestale, e dei carabinieri, fu deciso di organizzare volontari attraverso l’associazione della Misericordia. In tanti sono convinti che a quella riunione. E chissà, forse leggendo i post sui social network come Fb, potrebbe aver partecipato lo stesso incendiario seriale. Le indagini non hanno portato a riscontri oggettivi. Gli unici indizi riguardano gli inneschi. Alcune volte è stata ritrovata bruciata una bottiglietta di plastica di quelle da mezzo litro: una classica bomba Molotov con un infiammante all’interno e una striscia di stoffa a fare da accendino. O della carta da giornale arrotolata che avvolgeva un altro tipo di accelerante, forse pezzetti di “diavolina” usati per accendere il caminetto o un barbecue. Tutti comunque nell’intenzione dell’incendiario che dovrebbero sparire con le fiamme, o durante le operazioni di spegnimento. Quel che rimane adesso è la strada panoramica ridotta a un puzzle di vegetazione bruciata, impressionante e scioccante a vederla da lontano.

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