Il Tirreno

Grosseto

Strage di Sorano: processo a fine ottobre

di Francesca Gori
Strage di Sorano: processo a fine ottobre

È stata fissata l’udienza preliminare al tribunale di Viterbo per la morte delle tre ventenni nell’incidente a Montefiascone

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SORANO. La strada lastricata di dolore di tre madri alle quali è stato negato di vedere crescere le proprie figlie non finisce mai. Ma almeno ora, dopo due anni e quattro mesi c’è una data. L’ennesima prova per Giuliana Zamperini, la mamma di Valentina Floriani, 21 anni, morta insieme a sua cugina, Martina Saletti, 20, e alla loro amica Alexandra Cracaileanu, 23, sulla strada che le avrebbe portate alla discoteca Teatrò, alle porte di Viterbo, con una quarta amica, seduta davanti, Rachele Guerrini, sarà l’udienza preliminare fissata al tribunale di Viterbo per il 29 ottobre prossimo. Un appuntamento che le famiglie delle tre ragazze uccise nella strage di Montefiascone aspettavano da tempo. Ora la comunicazione è arrivata agli avvocati delle tre famiglie, che da due anni e quattro mesi stanno aspettando di poter entrare nell’aula di un tribunale, dove l’unico indagato per la morte delle tre ragazze è il giovane che era al volante dell’auto, Serhij Hlyas.

La chiusura delle indagini non ha aggiunto nulla a quello che Giuliana, sua sorella Manuela, madre di Martina e Mariana, madre di Alexandra, sapevano già. Al ragazzo di Sorano è stata contestata dal pm la guida in stato di ebbrezza, l’eccesso di velocità e l’omicidio colposo oltre a un’altra manciata di reati al codice della strada.

L’ultima volta che Giuliana ha parlato con Serhij, era al cimitero di Sorano, davanti alla tomba di sua figlia. Sulla lapide c’è la foto di Vale, sorridente e bella come sempre, come quando il suo respiro profumava l’aria di casa e la sua allegria regalava gioia ai suoi genitori e ai suoi amici. «Davanti alla tomba di mia figlia gli ho chiesto di raccontarmi la verità su quella notte - dice Giuliana - ma lui è stato evasivo, ha farfugliato qualcosa e poi ha cercato di cambiare discorso. Da allora non ho più parlato con lui».

Non c’è sete di vendetta e nemmeno voglia di condanne esemplari. «Sappiamo bene che difficilmente il suo avvocato sceglierà di andare a processo - dice Giuliana - e probabilmente questa storia si chiuderà con un patteggiamento. Quello che vorrei però è che tutto questo dolore servisse almeno per gli altri ragazzi, per i giovani che, una volta presa la patente, devono capire che le cose possono succedere. Non devono pensare di essere invincibili».

Quello che sarà l’esito dell’udienza preliminare non cambierà certo lo stato delle cose. Valentina, Martina e Alexandra non ci sono più e a Sorano, da allora, la vita non è stata più la stessa per nessuno. Nemmeno per Serhij, il ragazzo che quella sera era alla guida dell’auto e che pigiava con il piede sull’acceleratore nonostante le curve e un po’ di alcol in più nello stomaco.

Hanno dovuto aspettare a lungo le famiglie delle tre ragazze, prima che la vicenda arrivasse nell’aula di un tribunale. Quello di Viterbo, appunto, dove loro saranno presenti a fine ottobre per leggere un altro capitolo dell’incubo nel quale sono piombate la notte tra il 21 e il 22 aprile di due anni fa, quando sono state svegliate per sentirsi dire che le loro figlie avevano avuto un incidente grave. Martina e Valentina sono morte subito, Alexandra invece ha tenuto duro qualche ora in più. Poi anche il suo cuore ha smesso di battere.

«Vogliamo soltanto giustizia - dice ancora la mamma di Vale - La vita che facciamo ora è un calvario, il dolore non si attenua. E vedere le foto di Serhij su facebook con il bicchiere in mano, sapere che si diverte, che si è rifatto una vita senza mai aver mostrato un briciolo di pentimento e senza averci mai chiesto scusa ci fa male ogni giorno di più. Saremo in tribunale solo perché nella giustizia vogliamo continuare a crederci».

@francegori

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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