Toscana
Presìdi: diabetici e celiaci appoggiano l’Asl
Le due associazioni sostengono l’appello per convincere le farmacie private a distribuire i prodotti
GROSSETO. «Dico solo che in tutta la Toscana le farmacie private hanno tutte aderito al protocollo che permette all’Asl di distribuire i presidi medici anche attraverso di loro. Grosseto è l’unica eccezione. Non conosco i motivi reconditi di questa decisione ma a questo punto ci metteremo il cuore in pace e troveremo altre soluzioni di distribuzione».
Mario Castori, presidente dell’Associazione diabetici della provincia di Grosseto, plaude all’invito che ieri il dottor Fabio Lena, responsabile delle Politiche del farmaco dell’Asl 9 ha lanciato ai farmacisti privati che, come noto, a differenza dei colleghi che lavorano nelle farmacie comunali, non vogliono distribuire presidi medici (aghi e strisce reattive per diabetici, cibo per celiaci, pannoloni, prodotti per l’alimentazione artificiale e anche farmaci per malattie rare).
«Abbiamo fatto molti incontri con l’Asl, le farmacie, le altre associazioni di pazienti – spiega Castori – ma sono due anni e mezzo che i farmacisti privati si sono messi di traverso. Non so perché, non me lo spiego: per loro sarebbe tutto riguadagnato, oltre che un servizio dovuto ai cittadini. Abbiamo segnalato la cosa a tutti i sindaci della provincia: solo Bonifazi a Grosseto, Paffetti a Orbetello e Franci a Castel del Piano ci hanno ricevuti. Eppure sono i sindaci i responsabili della salute dei cittadini. Anche di quelli diabetici, celiaci, allettati eccetera».
Castori ringrazia l’Asl «in particolare il dottor Lena – spiega – perché in questi anni ha sempre cercato di tamponare i nostri disagi».
E con lui lo ringrazia anche Cristina Cherubini, della sezione grossetana dell’Associazione italiana celiachia. «Ci sono 647 celiaci in provincia – spiega – e il problema è soprattutto nelle zone fuori da Grosseto. In città, infatti, si possono ritirare gli alimenti senza glutine al supermercato con il sistema dei buoni. Altrove ci sono meno punti di distribuzione. Per questo sono naturalmente d’accordo con l’appello del dottor Lena. Per noi l’interruzione di questo servizio è stato un vero colpo basso». (f.f.)
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