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ristoranti e feste di paese

«In sagra non ci cucino Semmai ne creo una io»

di Sara Landi
«In sagra non ci cucino Semmai ne creo una io»

MONTIANO. Ristoratori e aziende di Montiano hanno accolto con favore la proposta di collaborazione fatta dagli organizzatori della tradizionale sagra del maccherone al via da domani fino al 25 agosto...

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MONTIANO. Ristoratori e aziende di Montiano hanno accolto con favore la proposta di collaborazione fatta dagli organizzatori della tradizionale sagra del maccherone al via da domani fino al 25 agosto nel campo sportivo del paese. Una novità, quella introdotta dalla dirigenza dell’Usd Montiano (piatti del giorno preparati dai ristoranti della zona e degustazioni dei prodotti delle aziende del posto) all’insegna della tregua tra categorie. Ma che non convince proprio tutti.

È il caso di Walter Barraco, titolare con la moglie del ristorante Da Ghigo di Montiano. «È vero, anche io ho ricevuto la proposta di collaborazione fatta dagli organizzatori della sagra – dice Walter –. Ci ho pensato su ma alla fine non ho accettato di partecipare».

Walter usa un termine genuinamente maremmano per dire la sua. «Questa proposta mi sembra una bischerata – commenta – il ristorante ha tutto da perdere e niente da guadagnare, nel senso che se il piatto è buono il merito se lo prende la sagra, se il piatto non è buono ci rimette il ristorante. Infatti non è la stessa cosa preparare una portata nella propria cucina o in quella della sagra. E poi non credo che possa funzionare il discorso che se uno assaggia il piatto del giorno alla sagra poi è invogliato ad andare a provarlo direttamente nel locale». Insomma per Barraco il rischio è che il turista possa decidere sì di concedersi un bis ma sempre alla sagra, a danno del ristorante chiamato a collaborare.

Il titolare di Da Ghigo ha anche una sua controproposta da lanciare a tutti i ristoratori della provincia. «Le sagre sono feste paesane storiche e momenti di convivialità, è giusto che ci siano ma come erano all’origine quando duravano pochi giorni», osserva Walter.

Che lancia tramite il Tirreno l’idea della “sagra del buon gusto” fatta direttamente dai ristoratori: «Mettiamoci insieme noi ristoratori e facciamo noi la sagra, del pesce se si fa al mare o a base di cacciagione spostandoci in collina. Mettiamoci le nostre ricette e solo prodotti locali per far provare con la formula più tipica della sagra il meglio della cucina maremmana».

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