Sicurezza
Da gessi di scarto a pannelli: i piani Fibran
ROCCASTRADA. Non solo l’impianto di cogenerazione a biomasse proposto dalla società Roccastrada Energia in un’area di pertinenza delle cave del gesso e già osteggiato da tanti cittadini e comitati....
ROCCASTRADA. Non solo l’impianto di cogenerazione a biomasse proposto dalla società Roccastrada Energia in un’area di pertinenza delle cave del gesso e già osteggiato da tanti cittadini e comitati. Adesso, nella stessa area, anche Fibran si sta muovendo per modificare la sua produzione.
Nei mesi scorsi la società con sede in località Poggio Olivi, a Roccastrada (ma la proprietà è greca), ha presentato un progetto finalizzato a realizzare un’attività di messa in riserva e recupero dei gessi da desolforazione (Flue gas desulfurization, in acronimo Fgd), provenienti dagli impianti di trattamento dei fumi delle centrali termoelettriche. L’Fgd, in base a studi ambientali, dovrebbe essere poi miscelato con il gesso naturale (scavato in loco) e inserito nel ciclo produttivo dell’azienda che qui – nell’area industriale sotto Roccastrada – opera nel settore della fabbricazione di pannelli, orditure, stucchi, profili di cartongesso.
In pratica i cosiddetti gessi chimici o sintetici (roba non dissimile dai gessi rossi) verrebbero usati come integratore del gesso naturale, un utilizzo – si legge nelle relazioni allegate al fascicolo presentato in Comune e in Provincia – che sarebbe sempre più diffuso in ambito europeo, tant’è che agenzie come Natureplus sottolineano che: «(...) l’utilizzo del gesso Fgd nel settore produttivo dei pannelli di cartongesso diminuisce la necessità di estrarre il gesso naturale, preservando in tal modo le risorse naturali e diminuendo il fabbisogno energetico che, diversamente, risulterebbe necessario per le operazioni estrattive».
I gessi sintetici prodotti dalle centrali termoelettriche rientrano, per ciò che concerne la normativa comunitaria, nell’ambito di applicazione della disciplina dei rifiuti e sono classificati come «rifiuti speciali non pericolosi». In Comune, però, non mancano le perplessità. «Sulla richiesta di utilizzo del gesso chimico proveniente da centrali elettriche l’amministrazione ha dato infatti parere negativo, sfavorevole, «perché allo stato attuale delle previsioni urbanistiche dell’area si sta parlando di attività non ricomprese tra quelle ammesse in area estrattiva (agricola)». E in effetti le attività attualmente esistenti sono collegate ai giacimenti presenti in loco e manca quindi, al momento, la conformità urbanistica.
In Provincia, però, sembrano pensarla diversamente. Il progetto è piaciuto e la conformità urbanistica per rilasciare i primi via libera, in questa fase di verifica della Via, non era una condizione essenziale.
Di conseguenza è stata esclusa la procedura di Valutazione di impatto ambientale e l’intervento proposto dalla Fibran sarà semplicemente subordinato al rispetto di alcune prescrizioni e misure di mitigazione e monitoraggio. Ora la palla torna al Comune di Roccastrada per la variante. Il bacino del gesso è sempre motivo di nuove preoccupazioni. (g.b.)
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