Il Tirreno

Grosseto

l’intervento di un cittadino

«Basta parlare solo di Principina: ci sono altri problemi»

PRINCIPINA A MARE. «Questi villeggianti di Principina cominciano a stufare noi lettori del Tirreno. Ci sono tanti problemi, ben più seri, per i residenti del capoluogo e delle frazioni, da porre agli...

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PRINCIPINA A MARE. «Questi villeggianti di Principina cominciano a stufare noi lettori del Tirreno. Ci sono tanti problemi, ben più seri, per i residenti del capoluogo e delle frazioni, da porre agli amministratori, del taglio dei pini malati di Principina».

Alle voci di protesta e indignazione che da mesi giungono dalla frazione di Principina a Mare, per la prima volta se ne aggiunge una, altrettanto indignata, ma per il motivo opposto. È quella di Raffaello Rossi, cittadino grossetano, che con poche, pacate righe alza il dito per ricordare a tutti, amministratori, turisti e cittadini, che non basta alzare la voce più degli altri perché le proprie istanze passino in cima alla lista delle priorità d’intervento del Comune. Insomma: non c’è solo Principina a Mare e non ci sono solo i suoi pini, le sue strade rotte e i suoi marciapiedi che hanno bisogno di interventi urgenti. Il comune è pieno di zone che hanno bisogno di manutenzione, anche se da esse non si levano voci grosse e non sfilano cortei di protesta.

La vicenda di Principina tiene banco ormai da tempo sulle cronache. La frazione è ammorbata dal Matsococcus, una cocciniglia che condanna a morte i pini, che ha costretto il Comune a stanziare ingenti risorse per il taglio e il rempianto di altri alberi. Ci sono poi strade sconnesse, marciapiedi impraticabili, lampioni che non funzionano.

È nato così un comitato spontaneo di una quindicina di residenti, che si chiama “Ultima chiamata”, che ha già organizzato una fiaccolata di protesta a luglio, ne farà un’altra il 12 agosto, intende fondare un consorzio per occuparsi direttamente della manutenzione e propone di vendere il campeggio comunale “Principina” e destinare il ricavato alla manutenzione della frazione. Una mobilitazione che non ha precedenti in altre parti del territorio comunale.

«Se si deve vendere il camping – dice il signor Rossi – che lo vendano, ma il ricavato deve servire per scopi ben più impellenti, come le tante strade cittadine da rifare, e le tante altre necessità dei cittadini residenti che a fine estate non se ne vanno, come i villeggianti. Oltretutto questi comitati, guidati dai soliti capopopolo, da quanto si legge, si comportano in modo arrogante, benché i nostri amministratori dedichino a loro fin troppo tempo e attenzione. Pertanto come cittadino inviterei i nostri bravi amministratori a mettere fine a questa vicenda dedicandosi ad altro».

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