Sicurezza
Rumori, ora il centro fa guerra anche alla voce della folla
Esposto dei residenti contro tre locali: secondo l’Arpat la musica è in regola, ma chiacchiere e risate delle persone all'esterno superano i limiti
GROSSETO. Più della musica danno fastidio le persone. È di queste settimane l’esposto alla Procura della Repubblica da parte di alcuni residenti del centro storico, zona piazza del Sale. Il gruppo, dopo essersi rivolto più volte agli uffici comunali e alla municipale, prosegue la battaglia contro il rumore.
Nel mirino di chi lamenta notti insonni finiscono i titolari di tre apprezzati e frequentatissimi locali della movida maremmana: Caffè Ricasoli, Jab e L’Amore. Per i gestori dei locali, l’eventuale ipotesi di reato è quella punita dall’articolo 659 comma 1 del codice penale, per aver disturbato le occupazioni e il riposo delle persone. A difendere l’operato degli imprenditori ci penseranno l’avvocato Roberto Baccheschi (nominato difensore per L’Amore), Paolo Serra (assiste i titolari del Jab) e Serena Catocci (si occupa del Caffè Ricasoli).
Nelle centinaia di pagine che compongono il faldone su cui sta lavorando la Procura c’è un po’ di tutto. Si va dalle lettere recapitate al sindaco - invitato ad andare a dormire dalle parti di piazza del Sale per rendersi conto della situazione – sino ai rilievi fonometrici e ai pareri medico sanitari. C’è chi parla di uno stato di salute che peggiora giorno dopo giorno (con il rumore che aggrava stati depressivi) e chi contesta le licenze (che – va ricordato - sono in regola) dei locali. C’è chi denuncia «rumori che rendono la vita impossibile» e chi mancanza «d’un briciolo di pace e serenità». Una moglie segnala le difficoltà del marito che «non riesce a dormire serenamente e di giorno è nervoso». Qualcuno, dalla disperazione, ha addirittura deciso di mettere in vendita la propria casa «perché in quella piazza non è possibile vivere in pace».
E altri non vedono altra via che l’esodo: «Nel corso del fine settimana siamo costretti a trasferirci a Orbetello». Ma non tutte le lamentele sono riferite ai decibel della musica prodotta dai tre locali coinvolti dall’esposto. Certo, alcuni controlli, nel tempo, hanno rilevato qualche limite sforato e sono arrivati i verbali del caso. Ma i locali sono a norma. Il Jab, ad esempio, esercizio che dà proprio su piazza del Sale, ha il permesso per suonare sino alle 4 del mattino. Ovvio, facendo attenzione ai decibel. Ma nell’esposto tornano di frequente i richiami a presunti schiamazzi notturni, caos che deriva dal semplice fatto che la sera, in piazza del Sale e nelle viuzze vicine, si danno appuntamento centinaia di ragazzi. È anche e soprattutto quel «non trascurabile effetto antropico» registrato nei fine settimana che emerge pure dai sopralluoghi fatti dai tecnici del Comune a dar fastidio. Ma è un qualcosa che, sempre secondo la relazione degli addetti comunali, non può essere riferito a nessun locale in particolare.
D’altra parte, come spiega in un verbale l’Arpat in seguito a un controllo fatto sul locale L’Amore (risultato entro i limiti ammessi dalle norme) «la rumorosità prodotta dalla musica nelle serate di monitoraggio è irrilevante rispetto alla componente antropica». Altro che decibel, il chiacchierare sino a tardi, tra sorrisi e scherzi in una piazza che, proprio per la sua forma ad anfiteatro, amplifica il rumore: ecco, è anche contro questa vita notturna che è stato presentato l’esposto in Procura. Insomma, più della musica danno fastidio le persone.
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