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«Mensa bio per i nostri figli» La richiesta dei genitori

di Fiora Bonelli

SEGGIANO. Un gruppo di genitori di bambini che frequentano le scuole di Seggiano presenta un progetto al Comune e all’Unione dei comuni chiedendo che, attraverso finanziamenti della Regione, parta...

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SEGGIANO. Un gruppo di genitori di bambini che frequentano le scuole di Seggiano presenta un progetto al Comune e all’Unione dei comuni chiedendo che, attraverso finanziamenti della Regione, parta una mensa di qualità con prodotti di stagione, a chilometro zero, biologici, cucinati al momento, non impanati e non preparati da industrie dove vengono impiegati conservanti e addensanti.

La richiesta è estesa anche alla Asl e parte da Sara Lorenzini, una mamma che fa parte della commissione mensa della scuola di Seggiano, che insieme ad altri genitori si è mossa anche l’anno passato in questa direzione.

Oltre al buon cibo, il progetto prevede il ritiro da parte di associazioni di volontariato di cibo avanzato ma ancora consumabile, la creazione di un orto educativo e un corretto smaltimento di rifiuti.

«I bambini – spiega Lorenzini – non potendo consumare un pasto portato da casa, come lo stesso Comune ci ha fatto sapere, avanzando motivi di sicurezza e igiene, devono essere tutelati in quest’aspetto fondamentale per la crescita. Fra alimentarsi e “rimpinzare” lo stomaco di cibo per placare la fame esiste una differenza abissale».

I genitori si dicono «indignati», perché in un primo momento il Comune avrebbe dato loro uno spiraglio di possibilità. «Per questo – spiega la mamma – ci siamo autotassati e abbiamo chiesto a una nutrizionista biologa di stilare un menu rispettando le linee guida e i corretti abbinamenti di cibo. Inoltre abbiamo indicato di inserire piatti unici come insalate di farro e cous cous anche per favorire l’integrazione di bambini provenienti da altre parti del mondo. Ora il Comune ci ha chiuso le porte, sostenendo che a chiedere questo siamo in pochi».

In realtà non sarebbe così. «Ma anche se lo fosse – incalza Lorenzini – perché dobbiamo acconsentire e far finta di niente? Paghiamo un servizio e questo deve quindi rispondere alle esigenze nostre. Tutto questo è venuto fuori adesso in previsione dei nuovi bandi che ci saranno per la mensa. Avevamo chiesto chiarimenti sulla mensa anche in passato e torniamo a invocare controlli più rigorosi. Come ultimo passo ora abbiamo chiesto l’intervento dell’Asl che ci ha dato disponibilità ad ascoltarci».

Lo strappo sarebbe imminente. «Diversi genitori – spiega la donna – stanno pensando di ritirare i bambini dalla mensa, ma per un bambino che dovrebbe condividere il momento del pranzo con i coetanei non è giusto né positivo. Oltre a chiedere l’intervento delle istituzioni invito i genitori a informarsi e a mobilitarsi chiedendo in Comune, in Regione, al Ministero che i diritti dei loro figli siano tutelati».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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