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«La nostra impresa messa in ginocchio»

«La nostra impresa messa in ginocchio»

Contratto di affitto, esposto alla Procura del titolare di un locale contro la società che gestisce il porto

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SCARLINO. Esposto da parte di un imprenditore contro la società che gestisce il porto di Scarlino: ciò che era asserito nel contratto stipulato al momento della nascita della galleria commerciale della struttura, sostiene, non corrisponderebbe a quanto poi accaduto negli anni.

Il gestore del locale “Bolle, Pupe e Marinai” la chiama “la grande beffa”, e sostiene che l'atteggiamento della Promomar ha messo in ginocchio la sua famiglia. In ballo c'è il contratto di locazione stipulato anni fa con la concessionaria della struttura scarlinese: a giudizio dell'imprenditore, l'azienda non avrebbe mantenuto gli impegni presi.

«Abbiamo potuto presentare adesso un esposto alla Procura – spiega il gestore del locale, Giuseppe Esposito - Abbiamo invano sperato di poter arrivare ad un accordo equo ma, avendo verificato la loro unica ed assoluta determinazione nel voler schiacciare la nostra piccola impresa familiare (che comunque dà lavoro in estate a 10/12 persone), con la colpevole indifferenza dell’amministrazione comunale di Scarlino, noi, novelli 'Davide' sfidiamo il bruto 'Golia' convinti delle nostre ragioni”. L'esposto arriva dopo altri contenziosi, uno ancora aperto e che dovrebbe essere discusso ad ottobre nel Tribunale grossetano: dal locale sostengono di aver creduto alle promesse della società, investendo tutti i loro averi in un progetto che poi in realtà non è mai stato completato.

«Viene il dubbio che Leonardo Ferragamo (il socio di maggioranza e di riferimento nel progetto Porto di Scarlino) – spiega ancora l'imprenditore - non conosca a fondo tutta la situazione e le vicissitudini dell’intera vicenda, o che le abbia affidate a delle persone più che inadeguate. Non si spiegherebbe viceversa la pessima figura che sta facendo nei confronti dei tanti che hanno creduto nel progetto, né l’assoluta incapacità di far decollare un Porto che avrebbe tutte le carte in regola per essere un successo. A questo punto, non è soltanto la famiglia in questione ad attendere con fiducia sviluppi positivi sulla questione, ma l’intero territorio di Scarlino, cui è stato presentato più volte dall’amministrazione locale come progetto di assoluto interesse, in quanto generatore di numerosi posti di lavoro e di generalizzato incremento di benessere. L’attuale amministratore delegato, Leonardo Pagni, bravissimo nel rimandare gli impegni presi (ad esempio le opere di urbanizzazione) e a ristrutturare più volte il loro debito, adesso dovrebbe finalmente passare la mano a qualcuno, profondo conoscitore della nautica da diporto e capace di fattive proposte di reale sviluppo». Esposito spiega anche di aver inviato una lettera al Comune, perché anche la stessa amministrazione avrebbe delle colpe (sempre a suo giudizio) nella complicata vicenda, che lo vede protagonista. (p.v.)

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