Finanza
Follonica-Bastia, 60 anni fa la traversata
Mario Cilotti e Alfredo Venier furono protagonisti di un’impresa compiuta a forza di remi su un patino: andata e ritorno
FOLLONICA. Due ragazzi, un patino, qualche vettovaglia e tanta, tanta forza nelle braccia. Per arrivare da Follonica a Bastia, in Corsica. E' l'impresa portata a termine esattamente 60 anni fa da Mario Cilotti ed Alfredo Venier, una vera e propria traversata della quale ricorre proprio in questi giorni l'importante ricorrenza e che Cilotti, 86 anni, ricorda con entusiasmo e pure un pizzico di commozione.
«L'idea nacque in primavera – dice Cilotti – un periodo di allenamenti serrati e poi dalla spiaggia di Senzuno la partenza, alle 5,30 del mattino del 3 agosto 1954». Una cassa di legno, due bottiglie d'acqua, una macchina fotografica, il passaporto, frutta, miele, una bussola e via di pagaia verso la Corsica con la prima tappa a Marciana Marina all'Isola d'Elba dove i due giovani follonichesi arrivarono dopo 15 ore di pagaiate. “Nino”, questo il nome del patino, toccò terra dopo una prima parte di traversata tutto sommato tranquilla, poi il 4 di agosto di nuovo in acqua verso l'isola francese. «Ripartiamo all'alba, cielo nuvoloso ma che con il passare del tempo diventa per fortuna più clemente. Passiamo altre 14 ore sul patino a vogare, poi verso le 19,30 finalmente avvistiamo le luci della Corsica e riusciamo ad approdare».
Cilotti e Venier non mancano di scattare decine di foto davanti al lungomare di Bastia per immortalare quella che è tutt'ora da considerarsi una vera e propria impresa. Un giorno di riposo, poi la mattina del 6 ancora in acqua stavolta per il percorso inverso, alternandosi ogni venti minuti ai remi. Un viaggio che, al contrario di quello dell'andata, fu difficile e ricco di insidie. «Una navigazione molto pesante – continua Cilotti – soprattutto nell'approdo verso Marciana Marina che vedevamo di fronte a noi a poche centinaia di metri ma che non arrivava mai per colpa delle correnti che rendevano vano il nostro pagaiare. Anche il riposo all'Elba non fu comodo, una notte tremenda tutti bagnati sugli scogli e con un freddo pungente. Ci fu pure l'incontro con un transatlantico che stava percorrendo la nostra stessa rotta e che a un certo punto pensavamo ci venisse pure addosso, poi riuscimmo ad evitarlo e soprattutto a non farci vedere perché volevamo completare l'impresa».
L'ultima tappa da Marciana a Follonica, con venti di scirocco ed onde di 4 metri, con il traguardo di Senzuno che non arrivava mai ed i due ormai stremati dalla fatica. Poi, alle 21 di sera, il ritorno davanti al civico 22 di via Spiaggia di Levante, esattamente dove cinque giorni prima era iniziata la traversata. “Due audaci giovani in patino da Follonica a Bastia” titolava Il Tirreno del 17 agosto 1954 che raccontò in prima pagina l'impresa degli “ardimentosi follonichesi”. Una traversata che 60 anni dopo è ancora una parte importante nella storia della città e dei suoi personaggi.
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