Il Tirreno

Grosseto

«Sfrattati con due bimbi I mobili nel corridoio»

di Maurizio Bernardini
«Sfrattati con due bimbi I mobili nel corridoio»

Poggio di Roselle, il dramma di una famiglia che ha occupato un altro alloggio Ma il Comune è inflessibile: «Chi commette un abuso non può essere tollerato»

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ROSELLE. Una storia fatta di dolore. La leggi negli occhi dei bambini, il più piccolo di 13 mesi, l’altro di 4 anni e mezzo. Lo sfratto piombato sulle vite di Sara e Angel nel primo pomeriggio di mercoledì scorso non è il primo andato in scena al centro emergenziale del Poggio di Roselle. E non sarà neppure l’ultimo. La storia è complicata, come tutte le vicende che sbattono sul viso di chi si ritrova a vivere in quello stabile nato per sanare le emergenze e divenuto, in molti casi, alloggio permanente.

«Stavamo a Poggibonsi – spiega Sara - poi ci siamo ritrovati senza lavoro e siamo finiti qua». Accanto a lei c’è Angel, il suo compagno. Parlano del loro recente passato, di mesi vissuti in una stanza di 18 metri quadri. Poi l’opportunità: sempre al Poggio si libera un appartamento più grande e lo occupano. Tutto abusivo, tutto dettato dal bisogno di vivere con dignità. Arrivano i primi due tentativi di sfratto, ma vanno a vuoto. Nella vicenda entra il tribunale dei minori di Firenze. Sara viene convocata e porta con sé i bambini: è in quel momento che avviene lo sgombero. «Sono venuti 6 vigili urbani, 2 carabinieri, e dei dipendenti del Comune» dice, mentre strabuzza gli occhi, Leonardo, il papà di Sara. «Ora – continua Angel - abbiamo tutto nel corridoio. Stanotte ho dormito qui, mentre Sara è andata da sua madre con i bambini. Io lì non posso andare, mia suocera non mi vuole».

Ma l'assessore al sociale, Antonella Goretti, non vuol sentire storie. «La gente, anche se ha bisogno, non può prendersi le cose altrui. Altrimenti si va a ledere la dignità e i diritti di chi è in graduatoria e aspetta le case. Gente che ne ha diritto e bisogno. Anzi, dirò di più, questo è il quarto sgombero che abbiamo fatto e a settembre ce ne sarà un altro». Poi però l’assessore apre a qualche soluzione: «Non sono residenti a Grosseto, dunque non possono entrare in alcun elenco d’emergenza abitativa. Ma siamo sempre stati disponibili a dare una mano e so che il Coeso si sta muovendo». Da parte sua il Coeso fa sapere che «già in passato avevamo proposto di fare da garanti per l’affitto di un nuovo alloggio. Così come ci eravamo detti disponibili a dare una mano per un lavoro, tutto mirato a recuperare l’autonomia della famiglia». Nei prossimi giorni uomini del Coeso rivedranno la coppia e - nonostante tutto debba essere concordato con i colleghi addetti al sociale a Poggibonsi - qualche proposta potrebbe arrivare.

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