Il Tirreno

Grosseto

il grido di allarme di reteimprese

Maremma da collasso «Tasse al 68 per cento»

Maremma da collasso «Tasse al 68 per cento»

GROSSETO. Numeri da paura e una proposta per non morire. Quella che arriva da Rete imprese italia, realtà che riunisce le quattro principali associazioni di categoria del commercio e dell’artigianato...

2 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO. Numeri da paura e una proposta per non morire. Quella che arriva da Rete imprese italia, realtà che riunisce le quattro principali associazioni di categoria del commercio e dell’artigianato (Cna, Confartigianato, Ascom e Confesercenti) vuole essere una scossa alla politica. Basta chiacchiere e annunci più o meno vuoti: c'è bisogno d'agire. E subito.

«Non si vede più neppure la luce fuori dal tunnel della crisi» dice il presidente di Rete imprese, Michela Hublitz. «Negli ultimi 10 anni il commercio ha perso il 30 per cento dei fatturati». Una cifra che sale addirittura «al 45 per cento se considerate solo le piccole imprese sotto i 5 dipendenti». Questi numeri, affiancati al tonfo dell’artigianato (fatturati crollati del 27 per cento in appena sei anni) hanno portato le famiglie a rinunciare «pure a quel che è indispensabile».

Intanto, dopo le polemiche dei giorni scorsi e il botta e risposta con l'assessore Giovanna Stellini, il presidente Hublitz torna a chiedere maggiore impulso nel campo della cultura: «Dobbiamo valorizzare il patrimonio che abbiamo: deve essere visibile e vivibile. L’economia basata sulla conoscenza è fondamentale». Parla dello svuotamento delle province e della riduzione dei quattrini a disposizione delle Camere di commercio il direttore di Confartigianato, Mauro Ciani, e ricorda che questi non saranno certo fattori destinati ad agevolare la ripresa.

Dalla Hublitz arriva una stoccata anche alle banche, che negli anni hanno messo in campo un’offerta sempre più restrittiva e non si sono distinte per l’apertura di credito alle aziende. D’altra parte, come aveva ricordato tempo fa il direttore Cna, Renzo Alessandri, diversi istituti di credito «Si sono riempiti di titoli di Stato. Invece sarà bene tornino a fare il loro lavoro che è quello di prestare soldi».

Ma non finisce qui. A far tremare i polsi di chi vorrebbe in tutti i modi non chiudere bottega ci pensano i balzelli imposti da enti locali, regioni e Stato. «Le piccole imprese del Grossetano pagano il 68 per cento di tasse». Siamo i secondi in Toscana, subito dopo Firenze. «Non tollereremo più aumenti delle tasse, a partire dalla Tari» tuona il direttore Ascom, Paolo Coli.

Infine la proposta di Gloria Faragli, direttore di Confesercenti (e di turno di Rete imprese): «C’è bisogno di un patto sulla fiscalità locale per uniformare aliquote e regolamenti senza creare disparità tra territori vicini. È ingiusto e troppo difficoltoso seguire e rispettare adempimenti e tariffe differenti. Le tasse? Non incidono più solo sulla competitività delle imprese, ma anche sulla loro sopravvivenza». Qualcuno dovrà tenerne conto.

(m.b.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web