Italia
Lucca l’ha odiato e amato Il toro fa ancora discutere
Parla il curatore della mostra su Balzano: «Questo clamore è già un successo» L’assessore Tacconi: «L’arte deve creare dibattito». Stasera l’inaugurazione
FOLLONICA. A Milano il toro è stato accolto positivamente. A Lucca il primo giorno è scattata una raccolta firme per farlo togliere subito, ma dopo un mese i lucchesi hanno chiesto di prolungare la sua presenza di almeno un mese. Motivo? I commercianti della piazza incassavano di più.
A Follonica per ora le reazioni sono contrastanti, ma di fatto di clamore ne ha suscitato moltissimo quella statua raffigurante un toro a zampe all’aria comparsa giovedì in piazza del Popolo. L’arte contemporanea genera emozioni differenti. Difficili le mezze misure: o si odia o si ama.
Il grande toro posizionato senza preavviso in mezzo a una delle piazze più frequentate di Follonica, in piena estate, ha fatto sì che giovedì non si parlasse d’altro. E tra domande su che cosa fosse, e soprattutto quanti soldi fosse costato alla comunità, c’è chi ha capito immediatamente che era solo il preludio di una mostra. E il toro è diventato un tormentone con tanto di selfie che continuamente compaiono sui social network. Un risultato forse insperato da chi ha organizzato l’evento.
La statua fa parte dell’esposizione “Assolutamente sconsigliato” dell’artista Christian Balzano che resterà nelle sale follonichesi fino ad ottobre e che aprirà al pubblico alle 21 di stasera, alla presenza, tra gli altri, dell’artista, del curatore, il follonichese Maurizio Vanni, del sindaco Andrea Benini.
«Quando abbiamo esposto a Milano – racconta Vanni – la reazione è stata sicuramente meno roboante: Milano è una metropoli abituata alla presenza dell’arte. A Lucca l’approccio è stato molto diverso: quando la statua è stata installata in una delle piazze storiche dentro le mura, alcuni residenti hanno iniziato a raccogliere delle firme, chiedendoci di rimuoverla subito. Siamo stati caparbi e l’abbiamo lasciata dove era: bene dopo un mese è successo l’opposto. I commercianti volevano che la chiusura della mostra fosse posticipata, perché grazie alla statua avevano lavorato di più. A Follonica abbiamo già ottenuto un ottimo riscontro suscitando tanto clamore. Io non sono in città ma ho ricevuto moltissime telefonate da amici e parenti che mi chiedevano spiegazioni sulla questione».
Sulla statua e il clamore che ha suscitato interviene anche l’assessore provinciale alla Cultura, Cinzia Tacconi: «Salvo restando la sacrosanta libertà di critica di cittadini e turisti e il gusto personale, quel che colpisce è l’accoglienza che ha l’arte contemporanea all'interno della nostra comunità. L’arte pubblica, oggi, ha e deve avere la funzione di innescare un dibattito vivace, deve sorprendere, divertire, far riflettere, pensare. E non deve, certo, passere inosservata. In tale senso, il Toro di Balzano è un esperimento che funziona».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
