Finanza
«Eppure il compito era qualificante e lei la più idonea»
GROSSETO. La direzione aziendale della Asl 9 «prende atto»dell’ordinanza del tribunale di Grosseto: «Rispettiamo il provvedimento anche se non ne condividiamo le motivazioni», si legge in una nota da...
GROSSETO. La direzione aziendale della Asl 9 «prende atto»dell’ordinanza del tribunale di Grosseto: «Rispettiamo il provvedimento anche se non ne condividiamo le motivazioni», si legge in una nota da Villa Pizzetti.
«I giudici, peraltro - aggiunge la Asl - si sono pronunciati al termine di un procedimento d’urgenza (ex articolo 700 del Codice di procedura civile) richiesto dalla stessa Carnazza, l’ordinanza non discute minimamente la scelta organizzativa di creare un servizio aziendale di “Psicologia della marginalità e della vulnerabilità sociale” e di affidarlo alla professionista. Anzi lo ritiene condivisibile. Per quanto ci riguarda, abbiamo ritenuto che la dottoressa fosse la più idonea a ricoprire questo ruolo. Siamo anche convinti che il contenuto dell’incarico assegnatole fosse assolutamente qualificante, per l’intensità dei problemi da affrontare, per il carattere provinciale del mandato e per i gli sviluppi che il tema della marginalità sociale potrà avere in ambito regionale. Tutto questo, considerando che la dottoressa aveva fino ad allora ricoperto il ruolo di responsabile dell’Unità funzionale consultoriale delle Colline Metallifere e che l’attuale ordinanza non ne prevede la riassegnazione al precedente incarico. Ci teniamo a precisare, inoltre, che quando è stato presentato ricorso al giudice del lavoro ex articolo 700 del Codice di procedura civile, nel contenzioso è stata data ragione alla Asl. Ora andremo a discutere nel merito e, come insegnano precedenti e recenti vicende, relative ad altri professionisti di questa azienda, quando si discute nel merito le sentenze possono ribaltare le decisioni prese in via d’urgenza».
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