Il Tirreno

Grosseto

Imposte comunali, aliquote confermate

di Paola Villani
Imposte comunali, aliquote confermate

La giunta follonichese prova a far quadrare i conti senza fare aumenti di Tasi, Tari, Imu e addizionale Irpef

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FOLLONICA. Approvata la manovra tributaria comunale, l'amministrazione tenta di tutelare le famiglie e le imprese.

Addizionale Irpef, Imu, Tari e Tasi: sigle che spaventano gli italiani, che ogni anno si trovano a fare i conti con nuove imposte. Il Comune di Follonica, in base ai dettami dello Stato centrale, ha deciso di non aumentare la tassazione, rimanendo sugli standard del 2013, scegliendo di avere un occhio di riguardo nei confronti delle famiglie tradizionali e delle attività produttive locali. «Ci tengo a sottolineare – spiega l'assessore al Bilancio, Alberto Aloisi – che delle entrate totali di questa manovra tributaria, dieci milioni e 400mila, tre milioni e 400mila andranno nel Fondo solidarietà dei Comuni: in pratica i municipi virtuosi, come il nostro, che hanno bilanci in regola e rispettano i patti di stabilità, devono farsi carico di quelli che invece hanno problemi finanziari. Credo che la manovra studiata sia innanzitutto onesta: abbiamo cercato di andare incontro alle imprese e alle famiglie».

Per le aziende l'Imu è stata lasciata al 7,6 per mille, mentre la Tasi è al minimo, all'uno per mille (il range per la tassazione era dall'uno al 2,5 per mille); l'Imu per le seconde case resta al 10,6 per mille come l'anno scorso, mentre la Tasi sulle prime case è al 2 per mille, e non come in altri Comuni al 2,5 per mille. «Abbiamo preferito non fare detrazioni particolari proprio per tutelare le imprese del territorio, che solo per fare un esempio l'anno scorso hanno dovuto pagare in molti casi delle cifre alte per la spazzatura, e poi le famiglie: se avessimo fatto degli sconti diciamo a delle categorie particolari, non avremmo potuto lasciare la Tasi all'uno per mille per le aziende e al 2 per le prime case – continua Aloisi – Abbiamo mantenuto in piedi gli equilibri di bilancio per rispondere ai servizi essenziali, senza prendere un euro in più rispetto al passato».

Poi c'è la Tari la nuova imposta sulla spazzatura: l'aumento del 4% è compensato dalla eliminazione della accise inserita dallo Stato negli anni scorsi di 0,30 euro al metro quadro. «Alla fine non dovrebbero esserci grandi cambiamenti rispetto a quanto versato negli anni scorsi – conclude Aloisi – Mettere a punto questa manovra è stato complicato: in venti giorni abbiamo dovuto studiare un piano che potesse rispettare le nostre intenzioni. Il sindaco Andrea Benini aveva espresso la volontà di tutelare famiglie e imprese, credo che in questo modo ci siamo riusciti».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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