Il dolore
Disperso in mare trovato da De Falco
Il comandante ha coordinato le ricerche da Livorno: lo skipper è in salvo
TALAMONE. Era partito alla volta della sua isola senza portare con sé né la radio e nemmeno il cellulare. Davanti agli occhi aveva il mare, che conosceva bene. Perché Stefano Lampis Pasquali ha un noleggio di barche a Giglio Campese e affrontare il tratto che separa la terraferma dall’isola non lo avrebbe spaventato nemmeno un po’. Ma qualcosa, su quella barca lunga sette metri, non era andato nel verso giusto e alle 21 di martedì sera è scattato l’allarme alla capitaneria di porto. Si erano perse le tracce del trentenne che è stato poi trovato vivo durante la notte. Sta bene, ma è in stato di choc. Con la sua barca era arrivato nella zona delle Formiche di Grosseto, moltro più a nord rispetto alla rotta che avrebbe dovuto seguire per raggiungere l’isola del Giglio.
Poco prima delle cinque di ieri mattina, quando il sole non era ancora alto, quella barca è spuntata fuori. La capitaneria di porto lo aveva cercato anche in quella zona, ma la pioggia fitta che stava tartassando la Maremma, ha impedito al radar di individuare l’imbarcazione di Pasquali.
Le ricerche da parte della guardia costiera, alle quali ha partecipato anche la nave Diciotti, la stessa che ha scortato la Costa Concordia nell'ultimo viaggio verso Genova, sono cominciate martedì sera verso le 21, dopo che dell’uomo era stata persa ogni traccia. Inutile, per i familiari che lo aspettavano all’isola del Giglio in serata, ogni tentativo di mettersi in contatto con lui. Stefano Lampis Pasquali non aveva con sé il cellulare e nemmeno la radio per trasmettere le coordinate ai soccorritori, permettendo loro di arrivare in tempi brevi. Le operazioni di ricerca e soccorso che hanno consentito di ritrovare sano e salvo l'uomo che, con la sua barca, era disperso in mare tra la costa toscana e l'Isola del Giglio sono state coordinate dal comandante Gregorio De Falco, l'ufficiale che la notte del naufragio si occupo' dei soccorsi alla Costa Concordia e che apostrofo' rudemente il comandante Francesco Schettino con l'ormai famoso invito «vada a bordo, cazzo!».
De Falco, capo servizio operazioni di Compamare Livorno, ha organizzato le ricerche: quando la guardia costiera ha trovato e raggiunto l'uomo disperso, partito da Talamone per raggiungere l'isola del Giglio, la barca di sette metri a motore era in avaria e l'uomo non aveva a disposizione collegamenti telefonici o radio. Alle ricerche hanno partecipato anche alcune barche private. (f.g.)
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