Il Tirreno

Grosseto

Dieci milioni di euro per lanciare Copaim sul mercato estero

di Francesca Gori
Dieci milioni di euro per lanciare Copaim sul mercato estero

L’azienda è entrata nell’orbita della famiglia Romiti A breve sarà presentato un nuovo piano industriale

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ALBINIA. Un nuovo piano industriale, che è ancora in corso di definizione e una ricapitalizzazione di circa dieci milioni di euro, la metà a carico dei soci per rilanciare l’azienda sul mercato e un nuovo consiglio d’amministrazione. Il futuro della Copaim, la società agroalimentare che ha la sua sede ad Albinia è pronta a continuare la sua marcia dopo che l’alluvione aveva messo un freno alla produzione. E dopo che lo stabilimento era stato devastato dall’acqua che aveva rischiato di cancellare il futuro dei lavoratori.

A guidare la società, che è entrata nell’orbita della famiglia Romiti, resta in sella il presidente Daniele Lombardelli. Accanto a lui, con la carica di vicepresidente, siede il figlio dell’ex ad della Fiat, Maurizio Romiti.

Tra qualche giorno verrà depositato il bilancio che è stato approvato durante l’ultima assemblea dei soci. E che confermerebbe la tenuta dell’azienda anche da un punto di vista economico, nonostante una chiusura in perdita dell’ordine di quella dell’anno scorso (circa sei milioni di euro) che è stata però coperta con il patrimonio dei soci. «La situazione economica non è certo delle più favorevoli in questo momento - dice il presidente Daniele Lombardelli - ed è stato necessario ricapitalizzare la società per portare avanti un piano di investimenti che serviranno per le attrezzature e per portare i nostri prodotti anche su nuovi mercati». Quello che di buono c’è alla Copaim, oltre alla volontà di continuare ad investire sul territorio, sono i prodotti che nella fabbrica agroalimentare vengono lavorati e confezionati. E che portano la Maremma in tutto il mondo. Con il nuovo assetto societario, la spinta andrà proprio in questa direzione.

«Risollevarsi dall’alluvione del novembre 2012 - dice ancora Lombardelli - non è stato facile. Ma raccogliere una sfida come questa significa comunque fare impresa e tentare di superare un momento che non è facile per nessuna azienda». Alluvione, ma anche l’incendio che ha distrutto il caseificio di Stribugliano. I soldi dallo Stato non sono arrivati. La Regione, invece, la sua parte l’ha fatta. Ma ora a portare nuova linfa alla Copaim sono i soci che hanno deciso di investire.

Il nuovo piano industriale della Copaim sarà pronto a breve e la sua approvazione è prevista durante la prossima assemblea del cda in programma al massimo tra due settimane.

A guidare l’azienda di Albinia è ancora Daniele Lombardelli, affiancato dal vicepresidente Maurizio Romiti, il figlio dell’ex amministratore della Fiat Cesare. Poi ci sono Giovanni Ricciardi, che rappresenta Fiditoscana e Marco Milanesio, già amministratore delegato di una holding che fa capo alla famiglia Romiti. E che a Grosseto ha già lavorato come commissario liquidatore di Royal Tuscany, la società capitanata da Aldo Invitti che ha gestito per anni la Mabro. Con loro, anche Gianni Tessitore, consulente d’azienda che ha lavorato al piano industriale e Luciano Cagnoli, presidente della cooperativa e fondatore della Copaim .

Una volta approvato il piano industriale, verrà presentato alle banche. E la ricapitalizzazione di circa dieci milioni di euro potrà essere fatta grazie alla disponibilità dei cosi, che ne copriranno circa la metà e dalla trattativa con terzi. «I soci ci credono e in particolare ci credo io - dice Maurizio Romiti - sulla base del piano che verrà presentato se verrà approvato dal sistema bancario i primi a essere disponibili a metterci i soldi saremo noi».

@francegori

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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