Il Tirreno

Grosseto

A Grosseto due centri per l’eterologa

di Francesca Ferri
A Grosseto due centri per l’eterologa

Al Misericordia e al Demetra c’è fermento per l’apertura annunciata dalla Regione. Ma le coppie dovranno aspettare un po’

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GROSSETO. «Fino ad oggi quando, dopo tutti gli esami, dicevamo a una coppia che non era possibile fare la fecondazione medicalmente assistita, proponevamo l’adozione. Ma dare un bambino in adozione è sempre più difficile, e perché l’età delle coppie è sempre più alta e perché la gente sposata è sempre meno. La notizia che si potrà ricorrere all’eterologa ci ha colti molto favorevolmente».

Il dottor Enrico Colosi dirige il Centro per la procreazione medicalmente assistita (centro Pma) della Asl 9 all’ospedale Misericordia, una delle due strutture grossetane – l’unica pubblica – dove si esegue la fecondazione assistita. Poco lontano, in via Monteleoni 6, c’è il Centro grossetano per la cura dell’infertilità Demetra, struttura privata che, al pari, aiuta le coppie infertili. Sono due dei 22 centri toscani autorizzati a svolgere la fecondazione assistita, fino ad oggi con ovuli e spermatozoi della coppia (fecondazione omologa), perché quella con gameti di donatori esterni alla coppia (fecondazione eterologa) era vietata dalla legge 40. La Corte costituzionale, ad aprile, ha sentenziato che quella legge è incostituzionale, aprendo alla possibilità di eseguire l’eterologa, da anni eseguita in moltissimi paesi in tutto il mondo. Dopo questa apertura lunedì la giunta regionale, battendo sul tempo tutte le altre regioni, ha deliberato le linee guida. E ora anche i centri grossetani aspettano che queste indicazioni siano pubblicate ufficialmente: a quel punto potranno eseguire anche la fecondazione eterologa.

«Siamo disponibilissimi a farla – spiega il dottor Marco Mannelli del centro Demetra – dobbiamo solo fare una valutazione con l’amministrazione, ma dal punto di vista biologico siamo favorevoli». L’attesa potrebbe finire già a settembre.

Nell’altro caso, quello del Centro Pma della Asl, c’è altrettanta disponibilità ma probabilmente i tempi saranno più lunghi. «Nel settore pubblico bisogna sempre aspettare che sia ben chiaro cosa si può fare e cosa no – spiega il direttore Colosi – mentre i centri privati si attengono a regole internazionali e intanto possono partire, come ad esempio stanno facendo i centri Antinori a Roma. Per noi prevedo almeno un anno d’attesa». La notizia è comunque un sollievo anche per Colosi. «L’Italia – spiega – era uno dei pochi posti al mondo dove l’eterologa non si faceva. Il disagio c’è sempre stato: era difficile spiegare perché solo qua non si faceva».

Fino ad oggi se la coppia non poteva avere un bambino l’unica alternativa era andare all’estero per fare la fecondazione con uno spermatozoo o un ovocita di un anonimo donatore o donatrice. «Abbiamo seguito molte donne che avevano fatto l’eterologa all’estero – spiega Colosi – e già stamani (ieri per chi legge, ndr) una decina di coppie ha telefonato per sapere se già potevano fare l’eterologa qua».

Va precisato che, al momento, al Centro Pma – che è struttura di primo livello – si può fare solo la fecondazione intrauterina con lo spermatozoo di un donatore. Non è possibile farla in vitro e nemmeno prelevando una cellula uovo all’interno della coppia. In questi casi il centro di riferimento pubblico è Siena. «In teoria si può fare l’inseminazione intrauterina anche con lo spermatozoo di un donatore – spiega Colosi – anche se prevalentemente l’eterologa si fa in vitro. Che, dal punto di vista scientifico, ha una percentuale di successo molto alta rispetto all’omologa». La fecondazione intrauterina omologa ha successo nel 10-15% dei casi; quella in vitro sempre omologa del 15-20%. «L’eterologa in vitro – spiega Colosi – nel 70% dei casi». Al Demetra, invece, si esegue anche fecondazione in vitro e prelievo in vitro di ovociti.

Ma cosa devono aspettare ancora le coppie che desiderano un figlio e hanno bisogno di un donatore? «Una volta partiti – spiega Mannelli della Demetra – andrà fatta prima una valutazione dell’incidenza nel nostro territorio di certe malattie genetiche da inserire nello screening del materiale donato; vanno poi fatte le indagini su eventuale presenza di contaminazione infettiva come epatite e Hiv. La selezione dei donatori prevede poi una quarantena per lo spermatozoo».

Il centro Demetra fornisce consulenza a circa 10 coppie al mese. Il doppio sono quelle che si rivolgono all’Asl. E per molte di loro l’eterologa è una possibilità finalmente raggiungibile. Ma a che prezzo? Al Misericordia per la fecondazione intrauterina si paga un ticket sui 100 euro; per quella in vitro, a Siena, circa 500. «Al Centro Demetra il trattamento di primo livello costa mille euro; quelli di livello superiore 5mila e più», spiega Mannelli.

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