Sicurezza
Sorpreso a rubare alla Asl confessa altri dieci furti
Arrestato dai carabinieri mentre stava scassinando le macchinette distributrici Trovato con un frullino, un cacciavite e un passamontagna. Bottino 168 euro
FOLLONICA. Lì per lì non voleva parlare con il giudice, voleva avvalersi della facoltà di non rispondere. Poi Tomas Filia ci ha ripensato. E non soltanto ha ammesso - e non poteva fare diversamente - il furto in flagranza dei 168 euro in monetine dalla macchinette scassinate ma ha anche confessato di essere l'autore degli altri dieci colpi messi a segno con modalità analoghe sempre nella sede del distretto socio-sanitario di Follonica. Tomas Filia, 34 anni, abitante a Bagno di Gavorrano, disoccupato da diverso tempo, qualche grattacapo in precedenza con la giustizia, si è tolto un peso. E trascorrerà agli arresti domiciliari con la madre la pena concordata tra il pm Nassi e il difensore Palminteri: 2 anni e 2 mesi più 800 euro di multa, partendo da 1 anno e 7 mesi per il furto dell'altra notte, aumentando di 2 mesi e 100 euro per ciascun episodio e detraendo un terzo per la scelta del rito. Una pena che il giudice Mezzaluna ha ritenuto congrua, ammonendo Filia a non violare la misura restrittiva, a pena dell'ingresso in carcere.
Il giovane uomo era finito in manette poco prima delle 23 di domenica. Bersagliata dai furti - una decina in un paio di mesi - la Asl 9 aveva deciso di proteggere la sede di via Europa con un sistema di allarme e il pannello frontale delle macchinette distributrici di bevande e alimenti con delle sbarre di ferro. L'altra notte, alle 22,45, l'allarme silenzioso è scattato alla centrale operativa della vigilanza privata che ha avvertito subito il 112: fuori dal distretto, la pattuglia dei carabinieri intervenuta ha trovato il vigilante che ha segnalato la presenza di una persona all'interno. E Filia, ignaro che la sua presenza fosse già stata registrata, è stato trovato mentre, con un frullino in mano, si dava da fare intorno alle sbarre delle macchinette. Una scassinata (furto riuscito), un'altra no (furto tentato). Aveva con sé le monetine, un passamontagna, vari attrezzi in uno zaino (tra cui un cacciavite) e nei pressi del bagno c'era uno sgabello: l'ingresso nei locali della Asl era avvenuto forzando la finestra dei servizi igienici, come negli altri furti.
Questo particolare ha indotto i carabinieri della Tenenza a fare un riepilogo dei colpi messi a segno al Distretto: le analogie sono subito saltate all'occhio. Così la Procura ha deciso di muovere a Filia le contestazioni anche per gli altri furti. E Filia ha ammesso. Ha detto di aver fatto tutto per bisogno di denaro. Il giudice ha convalidato l'arresto per il furto dell'altra notte e ha accolto la richiesta di patteggiamento per tutto il complesso dei furti.
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