Il Tirreno

Grosseto

Niente patente se non si è a casa

di Sara Landi
Niente patente se non si è a casa

Il rinnovo diventa un’odissea per un pensionato a causa di un accordo immodificabile Poste-Ministero

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GROSSETO. Il postino, si dice, suona sempre due volte. Ma in questa piccola storia di “ordinaria” burocrazia non c’entrano né il romanzo né il film che dal libro è stato tratto.

Il signor Franco Ferri è un pensionato grossetano alle prese con il rinnovo della patente. Il 17 luglio si sottopone alla visita che autorizza il rinnovo del documento: gli verrà recapitato comodamente a casa. «Se fino alla mezzanotte del giorno della visita ero coperto dal foglio provvisorio con tanto di marca da bollo da 16 euro – dice il signor Franco – dopo la visita mi rilasciano un modulo azzurro in carta semplice che mi consente di guidare fino al ricevimento a casa della patente rinnovata». Fin qui tutto bene (marca da bollo a parte): c’è solo da aspettare l’arrivo della busta con la patente fresca di rinnovo. Nel frattempo però il signor Ferri si trasferisce fuori città per le ferie e non può tutti i giorni tenere d’occhio la buca delle lettere.

Ieri la scoperta: il postino è passato il 23 luglio e non trovando nessuno in casa ha lasciato il primo avviso di mancata consegna della patente. Il primo, perché sono previsti dal protocollo due tentativi di consegna al domicilio del destinatario prima che la busta con la patente torni all’ufficio postale e possa essere ritirata lì.

«Con l’avviso di mancata consegna – spiega Ferri – sono andato alle Poste per sapere se potevo ritirare subito e di persona il documento visto che, essendo io fuori città, anche il successivo tentativo di consegna sarebbe andato a vuoto. Mi hanno detto che dovevo comunque chiamare il call center e concordare un appuntamento per il ritiro». Niente ritiro diretto, dunque: Franco Ferri dovrà aspettare che il postino... suoni due volte. «Ho provato a seguire le istruzioni dell’avviso – spiega – e ho chiamato il call center 803 160. Mi hanno spiegato che la procedura è stabilita da un accordo tra Poste Italiane e Ministero dei trasporti e che posso concordare un appuntamento con il portalettere a cui dovrò pagare 6,86 euro per la consegna».

Insomma, nonostante la disponibilità dell’utente a ritirare subito la patente, senza far fare un nuovo tentativo di recapito al postino, bisogna comunque che questi faccia un secondo viaggio. Anche se si sa già che sarà a vuoto.

Se l’appuntamento non viene fissato, ci sarà comunque un secondo tentativo di consegna. Solo a questo punto il documento tornerà in automatico in giacenza agli uffici postali e potrà quindi essere ritirato allo sportello. E nel frattempo passano i giorni.

Poste Italiane conferma che si tratta di una «procedura rigida» frutto dell’accordo con il ministero e giustificata dalla particolarità del documento che deve essere recapitato, patente o carta di circolazione che sia. Al tempo stesso però l’azienda dice che la procedura è pensata per venire incontro alle esigenze della clientela vista l’esistenza di un call center gratuito – ma solo dal telefono fisso – dal lunedì al sabato dalle 8 alle 20 a cui l’utente si può rivolgere per concordare un appuntamento con il postino per il ritiro a casa della patente.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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