Il Tirreno

Grosseto

Edilizia: bagno di sangue «Quote per micro imprese»

di Maurizio Bernardini
Edilizia: bagno di sangue «Quote per micro imprese»

La Cna chiede che vengano aperti i bandi anche alle aziende più piccole Suddivisione dei lavori e meno burocrazia per rilanciare il settore

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GROSSETO. Dopo la presa d’atto dei numeri (con il rapporto Trend presentato pochi giorni fa) e la protesta ecco che arriva la proposta. Si muove la Cna Grosseto e, per bocca del presidente provinciale, Riccardo Breda, fissa i paletti secondo cui dovrebbero indirizzare le proprie scelte Stato, Comune e Regione. Sì, perché se le cose non cambiano il tonfo di edilizia e manifatturiero rischia di durare in eterno. L’onda lunga della crisi, quella che va dal 2008 a oggi, ha schiantato il 27 per cento dei fatturati delle imprese artigiane. Un tributo di sangue che ha prosciugato quel che gli artigiani avevano messo da parte, mortificato un intero comparto e lasciato sul campo migliaia di posti di lavoro nella sola Maremma. Ecco perché la Cna rende pubbliche le sue richieste, approvate all’unanimità dalla direzione provinciale dell’associazione.

Anzitutto, secondo Breda, occorre meno burocrazia, così come devono essere abbattuti i tempi di rilascio per le concessioni. A livello locale, una delle richieste più interessanti è «L’effettiva apertura delle gare d’appalto alle piccole imprese, superando l’atavica avversione della dirigenza pubblica sia per lo spacchettamento degli appalti che per l’utilizzo delle procedure negoziate». Inoltre, Breda chiede che il pubblico non faccia direttamente ciò che può essere affidato al privato (mossa definita dalla Cna come “esercizio vero di sussidiarietà”) e apre alla condivisione per i progetti di sviluppo del territorio. Molto importante anche gareggiare ad armi pari: dentro i bandi regionali vanno individuate «quote di riserva che distinguano micro, piccola e media impresa» per far competere le aziende con realtà della stessa taglia. Ovvio il richiamo a una riduzione delle tasse, da ritoccare a ogni livello, soprattutto locale: «va privilegiata la qualificazione e la riduzione della spesa rispetto all’aumento del prelievo».

Ma senza quattrini si va poco lontano. Ecco dunque che diviene indispensabile favorire e garantire l’accesso al credito, magari tornando a incrementare «il fondo rischi dei concorsi fidi» e introducendo «nuove forme di sostegno alla micro impresa». Insomma, «istituzioni, enti economici e sistema bancario devono fare la loro parte».

La sfida primaria? «È la difesa dell’esistente: il principale obiettivo delle imprese è quello di sopravvivere. La destinazione delle risorse dovrà piegarsi a questa esigenza, penalizzando (magari solo temporaneamente) la promozione del territorio per offrire al sistema imprenditoriale il sostegno di cui necessita».

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