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«Abbandonati dalle istituzioni» Lavoratori sul piede di guerra
GROSSETO. Ormai è ufficiale: l’Eurovinil ha deciso di andare avanti con i 78 licenziamenti che erano già stati annunciati. L’incontro al ministero della scorsa settimana, durante il quale è stata...
GROSSETO. Ormai è ufficiale: l’Eurovinil ha deciso di andare avanti con i 78 licenziamenti che erano già stati annunciati. L’incontro al ministero della scorsa settimana, durante il quale è stata annunciata la ricerca di un advisor per vendere la società, non ha sortito per ora gli effetti sperati.
Per questo, l’assemblea dei lavoratori ha dato mandato ai sindacati di «intraprendere tutte quelle azioni necessarie per rivendicare attenzione e dignità».
È stata un’assemblea sofferta, quella dei lavoratori della fabbrica di via Genova. Sofferta perché in ballo c’è il loro uturo e quello delle loro famiglie.
«I lavoratori considerano un’ importante occasione persa, anche per la presenza dell'amministratore unico della Survitech Brian Stringer, e sicuramente un’ occasione persa nel presentarsi come territorio nel modo più rappresentativo possibile - dice Furio santini, della Filctem Cgil - dato la mancanza delle figure istituzionali di primo livello, senza togliere dignità alle persone presenti. I lavoratori ritengono tutto questo mancanza di rispetto e rivendicano quell'attenzione necessaria e convinta alla positiva risoluzione della vertenza, chiedendo che questo rapporto venga recuperato e supportato, come è successo in altre vertenze altrettanto drammatiche».
Oltre alla solidarietà espressa nel periodo di occupazione della fabbrica i lavoratori hanno bisogno di tutto il supporto possibile perché entro dicembre si arrivi ad una soluzione che scongiuri i licenziamenti annunciati.
«Per questi motivi, i lavoratori dell'Eurovinil non considerandosi lavoratori di serie B, danno mandato ai sindacati - si legge nel comunicato della Cgil - di intraprendere tutte quelle azioni necessarie per rivendicare attenzione e dignità, e se le maniere buone non dovessero pagare, mettere in campo manifestazioni e iniziative più incisive rivolte alle istituzioni, alla politica sia territoriale che nazionale, nel rispetto della legge e delle regole democratiche».
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