Sicurezza
«Multe se non c’è rumore? Idea del tutto fuori logica»
Da Lucca duro attacco del presidente del comitato “Vivere il centro storico» Ma Tei replica: «Rispondo per la mia città. E noi siamo sempre stati corretti»
GROSSETO. S’accende la guerra dei decibel: la polemica, stavolta, non arriva da qualche residente del salotto buono infastidito dalla musica, bensì da Claudio Casotti, presidente del comitato Vivere il centro storico di Lucca. Casotti ha letto sul giornale la proposta dell’assessore Giancarlo Tei (delega ai piani di settore adeguamento acustico), deciso a introdurre un rimborso di 150 euro a carico di chi – infastidito dalla musica - pretende sopralluoghi che poi finiscono con un nulla di fatto. E non ha perso tempo: presa tastiera e monitor, Casotti ha messo nero su bianco le sue perplessità e spedito una lettera al sindaco, Emilio Bonifazi.
«Mi pare impossibile che un qualsiasi assessore, d'un qualsiasi Comune, d'un qualsiasi paese civilizzato possa fare affermazioni come le sue» dice, rivolgendosi a Tei. Una “rimpallata” nutrita di richiami alla legge. Secondo Casotti l’idea di Tei è «irrealizzabile, fuori legge e fuori logica». Inoltre, la Regione «ha legiferato in modo esauriente, anche se a parere nostro un po’ troppo permissivo, riguardo la disciplina dell’inquinamento acustico». E in nessun punto «viene evidenziata la possibilità di quando da lei pensato». Anzi, «casomai si prevede l’addebito del secondo monitoraggio all’esercente, laddove dopo il primo superamento dei limiti sia recidivo. Questo è ciò che tutti i Comuni della Toscana, compreso il suo, devono fare». In caso contrario non ci sarebbe da stupirsi «se i cittadini ritenessero di doversi rivolgere alla procura».
Casotti ricorda che la mancanza di riposo «è una malattia» e chiede se il Comune ha valutato «le spese sanitarie che la collettività deve sostenere per pagare ansiolitici a chi non può dormire a sufficienza». Poi l’invito a «leggersi la Costituzione», che prevede il diritto alla salute e non quello al divertimento. E l’appunto per un sito web, quello comunale, privo di classificazione acustica, regolamenti e deroghe.
Tra le accuse spunta anche uno strano parallelo. Sì, perché l’associazione grossetana NoLimits ha raccolto 2mila 500 firme per ottenere meno vincoli alla musica. Roba da matti per Casotti: «queste assurde richieste che dovrebbero garantire l’impunità a chi vuol sottrarre salute, non avrebbero comunque grosse possibilità d’essere accolte anche se raggiungessero un milione di firme. Sarebbe come se alcuni zingari volessero promuovere un referendum per rendere leciti furto e borseggio».
Dura la replica dell’assessore Tei. «Amministro Grosseto, non Lucca. Non rispondo per incompetenza territoriale». Poi l’esponente di giunta sbotta: «ci siamo sempre comportati con correttezza. Il piano di classificazione acustica lo abbiamo dal 2000. Il regolamento è sul sito. L’elenco delle autorizzazioni è composto da migliaia di pagine. Se il signore di Lucca fa del collezionismo gliele mando». Insomma, «ho suonato in un’orchestra, mio padre lo stesso. E non mi sento un delinquente. Sono nato in campagna, ma a volte sono andato a ballare. Teniamo in considerazione tutti, invito questo signore a verificare se altre amministrazioni in regione hanno fatto riunioni preventive prima di fare una proposta in consiglio comunale. Noi le abbiamo già fatte due con chi organizza spettacoli, musica, residenti del centro. Abbiamo chiesto pareri ad Arpat e Asl. In questi giorni stiamo elaborando la proposta definitiva. Passerà dalla giunta, poi dal consiglio». Infine la sfida: «siamo in un Paese così tanto democratico che quando il regolamento sarà fatto questo signore potrà rivalersi. Se avrà ragione lo ritireremo». Ma guai a confondere la musica con il caos, le urla, e l’alcol. «Sono cose diverse, qui stiamo parlando di decibel. Gli atteggiamenti incivili vanno oltre gli spettacoli«.
Conferma la linea pure Bonifazi: «Non siamo per chiudere a prescindere, ma per far convivere le diverse realtà. Non può arrivare una segnalazione a ogni sospiro. La nostra è una scelta politica». Per il sindaco la lettera da Lucca è la dimostrazione che il Comune non ha affatto un approccio proibizionista. Anzi, «quando passo in piazza del Sale e vedo che ci sono centinaia di giovani che si divertono in modo sano sono contento».
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