Attenzione
Il Monte dei Paschi dismette immobili per oltre 5 milioni
Nel piano nazionale di riorganizzazione del patrimonio la banca prevede la vendita di nove edifici in Maremma
GROSSETO. Ex esattorie, autorimesse e garage, ex filiali non più utilizzate per il calo di sportelli e personale avvenuto negli anni. Sono in tutto 9 immobili in vendita per circa 5 milioni di euro: è il patrimonio maremmano che il gruppo bancario Monte dei Paschi di Siena ha messo in vendita dal 2008 e che include edifici sparsi tra Grosseto, Orbetello, Arcidosso e Follonica. Solo una fetta (ma una fetta importante) della colossale torta che in Toscana vede 19 beni in vendita per 60 milioni di euro, e in Italia 300 immobili per 300 milioni.
Invenduto da un anno e mezzo, il villino costruito da Porciatti, nel cuore di Grosseto in via IV novembre, potrebbe tornare a gara nel 2015 oppure essere affittato come una locazione "di lusso". Il prestigioso immobile - su cui il Monte conta di riscuotere 2 milioni circa - sconta l'inevitabile difficoltà del mercato immobiliare maremmano. Anche in via Trento, sempre a Grosseto, c'è un grosso locale in vendita: pure qui il prezzo supera il milione, mentre sono di minor pregio le strutture nel resto della provincia. A far luce da Siena è Gianni Montauti, responsabile ufficio tecnico amministrativo e commerciale di Mps immobiliare. «Prima cosa - tiene a dire - non vendiamo questi immobili per far cassa ma per non tenerli in stato di abbandono. Lo facciamo per razionalizzare ciò che non serve».
Che cosa vuol dire razionalizzare?
«Capita che con le fusioni ci troviamo immobili doppioni, perciò vendiamo uno dei due. Inoltre le banche, come tutte le aziende, hanno bisogno di meno spazi rispetto a un tempo: quelli in più sono ceduti. Se un tempo una nostra filiale aveva 60 persone, oggi ne ha 30 o 25. Se un tempo c'erano 10 casse, oggi ce ne sono 2 perché ci sono i servizi online. Così lo spazio si riorganizza e quello che non serve può essere venduto».
E' comunque un segno della crisi.
«Le nostre sono riorganizzazioni interne: conti che le filiali chiuse e messe in vendita in Italia sono pochissime, solo 15. E nessuna a Grosseto. Una volta Follonica era capogruppo, oggi è Grosseto, per cui il personale da là è stato spostato. Logicamente essendoci meno esigenze là, abbiamo deciso di vendere alcuni piani, in alto, trasformandoli in 5 appartamenti, mentre la filiale al piano terra, primo e secondo c'è ancora. Il fondo più caro costa 280mila euro. Per un altro vogliamo 600mila euro: sono uffici che proviamo a vendere, altrimenti trasformiamo anche questo in appartamenti».
Insomma nessun legame tra la maxidismissione e la crisi di Mps?
«Assolutamente nessuno. Anzi: nel momento peggiore non abbiamo mai svenduto niente. Noi abbiamo iniziato con il progetto di vendita immobili già nel 2008 quando il mercato era fiorentissimo. E abbiamo deciso di dismettere gli immobili solo perché anche noi, come tutte le banche, abbiamo un patrimonio in parte inutilizzato e che è assurdo tenere fermo».
Da Grosseto a Follonica: la lista è lunga?
«In realtà direi che abbiamo poco, se confrontiamo a livello nazionale il cui patrimonio è grande, più di 300 immobili. In Toscana i pezzi più prestigiosi sono a Firenze, abbiamo due bellissimi immobili in piazza d'Azeglio, per oltre 10 milioni di euro l'uno».
In Maremma cosa avete già realizzato?
«Poche vendite. Un garage, un locale a Casal di Pari, uno a Gavorrano dove la filiale è rimasta e alcune parti dell'immobile sono state cedute. Nel tempo è stato rivenduto un altro immobile a Massa Marittima. Non grandi operazioni».
Una parte dell'attuale lista conta ex esattorie
«Sì, a Orbetello c'è un vecchio immobile prima occupato dall'esattoria. La trattativa è in fase avanzata, chiediamo 850mila euro. Ad Arcidosso una struttura di poco interesse, anche lì ex l'esattoria: valore 135mila euro. Altra esattoria in via Trento a Grosseto».
Veniamo al villino Pastorelli, storico palazzo grossetano in via IV Novembre.
«Quello sì, è l'unico pezzo interessante, il palazzo è stato messo in vendita da poco, un anno e mezzo fa. Non è ancora stato venduto».
Sul sito non pubblicizzate il valore: quanto chiedete?
«Intorno a 2 milioni, forse anche un po' meno, minimo 1 milione e 800mila».
Come funziona l'acquisto di un bene dal Mps?
«Abbiamo una normativa interna precisa. Per immobili superiori al milione raccogliamo offerte, se c'è più di una offerta chiediamo a tutti per trasparenza di fare un'ultima offerta o addirittura facciamo il bando di gara, come nel caso del villino. Qui abbiamo ricevuto varie offerte ma non ci hanno soddisfatto perché inferiori alle nostre aspettative, quindi non abbiamo concluso».
Trattative del tutto private?
«Certo, poi se un immobiliarista ci porta un cliente possiamo anche riconoscere mediazione, ma non affidiamo un mandato ad agenzie per nessun immobile».
Dunque come veicolate la comunicazione del bene in vendita?
«Passa tutto dal nostro sito Mps immobiliare, inserzioni sui giornali, cartelli, pubblicità su siti istituzionali a seconda del fondo e della tipologia di immobile».
Tornando al villino Pastorelli, quale futuro può avere?
«Non ha mille destinazioni: solo terziario o commerciale. No appartamenti. Di sicuro Grosseto ha mercato immobiliare molto blando, non è facile piazzare un immobile di quel tipo. Ma per dire, in Italia negli ultimi 6 mesi abbiamo venduto 22 immobili per 19 milioni, non siamo bloccati.
Per il villino rifarete la gara?
«Il bando potrebbe ripartire nel 2015. Non è escluso che tentiamo la carta della locazione ma concluderemo se ci sarà un'offerta di un certo valore».
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