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Grosseto

parla il mister deferito

Meacci: «Con il giocatore nessun contatto fisico»

Meacci: «Con il giocatore nessun contatto fisico»

GROSSETO. «Non c’è stato alcun tipo di contatto fisico, né nello spogliatoio né mai, in nessun’altra occasione». Adriano Meacci ci tiene a puntualizzarlo. Perché il contenuto delle accuse mosse dalla...

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GROSSETO. «Non c’è stato alcun tipo di contatto fisico, né nello spogliatoio né mai, in nessun’altra occasione». Adriano Meacci ci tiene a puntualizzarlo. Perché il contenuto delle accuse mosse dalla Procura federale della Figc a proposito dell’episodio avvenuto nello spogliatoio nell’intervallo di Novara-Grosseto Allievi, del 10 marzo 2013, a suo giudizio non corrisponde affatto a quanto avvenuto.

La Procura ha chiesto il deferimento perché Meacci avrebbe «afferrato per la maglia» un giocatore della propria squadra e lo avrebbe «strattonato spingendolo contro la parete dello spogliatoio». Ma Meacci non ci sta: «La vicenda è stata ingigantita notevolmente - aggiunge il mister - Non c’è stato alcun contatto fisico tanto che lui ha continuato a giocare per il resto della partita, per tutti i novanta minuti, in perfette condizioni fisiche».

Adriano inquadra meglio l’episodio, sottolineando che già la Procura federale aveva parlato di «un atteggiamento irriguardoso tenuto della circostanza dal giocatore verso l’allenatore»: «Stava disattendendo palesemente le mie direttive - dice l’allenatore a questo riguardo - e io gliel’ho detto come va detto a un ragazzino di 16 anni, che poi tanto ragazzino non è». Cose che capitano nel calcio: «Di discussioni nello spogliatoio ne succedono a bizzeffe. Chi sa di calcio sa benissimo che gli scontri verbali sono sempre avvenuti e che avverranno sempre. Scontri verbali, si badi, non fisici. E qui scontri fisici non sono avvenuti».

Per questa vicenda anche il giocatore è finito nel mirino della Procura federale, per non aver chiesto l’autorizzazione a sporgere querela: c’è anche un procedimento davanti al giudice di pace scaturito proprio dalla querela. E anche il Grifone è coinvolto, per le responsabilità oggettiva connessa al comportamento dei propri tesserati. «Ma io sono assolutamente a posto con la mia coscienza, anche per questo tipo di procedimento - dice Meacci - Sono molto fiducioso per quanto potrà avvenire davanti al giudice di pace. Tra l’altro, ci sono testimonianze contrastanti su quanto avvenuto nello spogliatoio. E di questo non è stato finora tenuto conto». Le testimonianze favorevoli e altri particolari sono contenuti nelle memorie che Meacci tramite il proprio legale ha fatto pervenire sia alla Procura federale sia al giudice di pace.

(p.s.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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