Il Tirreno

Grosseto

Rotte le trattative per la vendita del Grifone

di Maurizio Caldarelli
Rotte le trattative per la vendita del Grifone

Camilli: «Gli imprenditori non riescono a fare la fideiussione e io non posso continuare con questi giochetti»

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Ennesimo colpo di scena nella telenovela del Grosseto: l'avvocato Federico Bagattini, uno dei legali di Ermanno Pieroni, ha revocato la sua disponibilità a diventare il prossimo presidente dell'Us Grosseto. Un comunicato stampa che sembra avvalorare le voci di una insabile rottura delle trattative tra Piero Camilli e la cordata che comprende cinque finanziatori. Le venti righe inviate da Bagattini e dall'avvocato grosserano Roberto Cerboni cambiano probabilmente gli scenari che si erano presentati all'orizzonte fino ad oggi. Sembrerenne non esistere un acquirente reale e, ad una settimana esatta dalla scadenza di presentazione dell'organigramma alla federazione, tutto è praticamente ritornato in mano alla famiglia Camilli. «L'avvocato Bagattini - spiega Camilli - io non l'ho mai visto. L'ho sentito per la prima volta oggi (ieri per chi legge, ndr) mi ha fatto presente che gli imprenditori che dovevano fare la fidejussione non riescono a farla. Io non possono continuare certo con questi giochetti. Se non riescono a fare la fidejussione come possono pretendere di fare il campionato?». «Io sono stato contattato una ventina di giorni fa da queste persone - prosegue il patron di Grotte di Castro - e abbiamo parlato, ma non hanno mai provveduto a dare quello che gli avevamo richiesto. Sono stato costretto a preparare personalmente la fidejussione. Loro mi hanno dato solo ventimila dei 47.000 euro che ho anticipato per l'iscrizione. L'ipotesi più credibile a questo punto è il Grosseto potrebbe rimanere in mano ai grossetani, uomini di fiducia di Piero Camilli. Il famoso "piano B" potrebbe essere messo in atto all'inizio della prossima settimana, dopo aver atteso altri due-tre giorni per vedere se arrivano altre eventuali trattative. «Non l'avete ancora capito? Non c'è nessuno che faccia le cose non serio. Servono soldi e garanzie, non chiacchiere - ribadisce Piero Camilli da Porto Cervo - E nessuno per ora ha questi requisiti». Parole che non lasciano dubbi sulla situazione attuale. Pieroni, che si definisce consulente di Camilli, da parte sua spiega che «si tratta soltanto di un ritardo».

E ora cosa succede? Il Comandante sembra essere intenzione a rispettare quello che ha dichiarato negli ultimi mesi, di non voler continuare ad investire sul Grosseto. La società è in vendita, ma va ceduta, su questo Camilli non ha mai avuto dubbi, a chi ha le risorse per permetterle di continuare a vivere bene. «Ho fatto l'iscrizione - aggiunge il patron biancorosso - ho preparato la fidejussione e adesso sono anche disposto a lasciare le quote ai grossetani». Camilli, in sostanza, uscirebbe di scena, considerato che il regolamento Ficg gli proibisce di avere il controllo sulla società di proprietà del figlio Vincenzo, che è anche il maggior azionista della Viterbese. Ma, mettendola in mani sicure, potrebbe aiutare il Grosseto a riprendere il suo cammino nel torneo di Lega Pro. La rosa potrebbe essere costruita con i sei giocatori ancora sotto contratto, dai migliori prospetti di una formazione Berretti che nella passata stagione è arrivata seconda nel proprio girone, partecipando dopo anni ai playoff. E se poi, come si dice, arrivasse un accordo con la Fiorentina, la squadra potrebbe essere ancora più competitiva. Il ritiro? A Grosseto, dalla prossima settimana.

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