La manifestazione
Morto Giuliano Lorenzini il partigiano ragazzino
A soli 15 anni raggiunse il padre alla macchia nella “brigata di Scarlino” Poi l’incontro con Elena, la donna della sua vita, figlia di un fascista
SCARLINO. Se n'è andato un altro partigiano. Giuliano Lorenzini, 86 anni, si è spento martedì pomeriggio nella sua casa di Scarlino Scalo, dove viveva da 65 anni con la moglie Elena Cascino sposata nel 1949: «di notte perché così non si vedevano le toppe ai vestiti» raccontava due anni fa a Il Tirreno Lorenzini, ripercorrendo quella che è stata una vita comunque avventurosa.
La storia di Giuliano ed Elena è una di quelle piccole favole a lieto fine che tante volte si vedono nei film, solo che per loro è stato tutto vero: dalla guerra all'incontro, dalle nozze al viaggio di Giuliano in Francia per cercare lavoro; fino a quei 65 anni insieme arricchiti da cinque figli e un congruo numero di nipoti e pronipoti. Una vita piena di eventi, quella di Giuliano Lorenzini: a 15 anni rischia di incappare in un rastrellamento dei nazisti a Scarlino, così scappa nella macchia e si unisce ad un gruppo di partigiani, la “brigata di Scarlino”, fra i quali ritrova pure suo padre, boscaiolo che da qualche giorno aveva fatto perdere le sue tracce. Fu il battesimo del fuoco per Lorenzini, da quel momento arruolato partigiano a tutti gli effetti.
«Ero un ragazzino, mi divertivo a portare i fucili – raccontava – una volta incontrammo nella macchia quattro russi che lasciarono la caserma del paese per venire a cercare rifugio dai partigiani e la sera stessa ci fu anche uno scontro a fuoco con i nazisti che vennero a chiedere di loro». Da lì a pochi anni Lorenzini avrebbe incontrato la donna della sua vita, Elena Cascino, arrivata in Maremma dalla natia Trento, assieme al padre fascista reduce da un periodo di prigionia all'Elba e trasferitosi poi in un podere di Gavorrano per evitare ritorsioni al suo ritorno nel nord. È qui che nel 1948 Elena e Giuliano si incontrano: lei finisce fuori di casa perché il padre non vedeva di buon occhio la relazione; il padre di Lorenzini li accoglie, ma li obbliga a sposarsi. D'altra parte lei era la figlia di un fascista, lui figlio di un partigiano: una storia mica facile. «Eravamo due ragazzi che si erano conosciuti da un anno: cosa ne sapevamo di come sarebbe andata» raccontava sempre a Il Tirreno Lorenzini due anni fa. E' andata che sono rimasti insieme, 65 lunghi anni, nonostante la fame e le difficoltà. Fino al pomeriggio di martedì, dove la storia del partigiano ragazzino si è interrotta per sempre.
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