Il Tirreno

Grosseto

«Ministro, qui ci sono idee e tanta voglia di fare Ci dia un’altra chance»

di Francesca Ferri
«Ministro, qui ci sono idee e tanta voglia di fare Ci dia un’altra chance»

Dopo l’esclusione da Progetto Italia 2019 Cont e Serra scrivono al Mibac «Siamo pronti a confrontarci e collaborare in dialogo con le altre città»

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GROSSETO. Lettere così al ministero della cultura non arrivano tutti i giorni. Oggetto: «Nota decifrabile sull’irrigidirsi della cultura, saltare o salvare gli ostacoli?». Contenuto: difesa a tutto campo del progetto di candidatura di Grosseto e della Maremma “Capitale fluttuante della cultura, della natura e dell’amore”, affinché, ora che la candidatura è stata rifiutata ed è saltato anche il “ripescaggio” nel progetto Programma Italia 2019, il ministro ci ripensi e non butti alle ortiche il lavoro fatto in Maremma dai promotori, gli artisti Maurizio Cont e Gianmarco Serra. È una lettera che trasuda amore per l’arte, voglia di fare e certezza nella risposta di un territorio, quella che il comitato scientifico della candidatura maremmana ha scritto al ministero in questi giorni. L’anticipazione è stata data dal Tirreno un paio di settimane fa. Ora la lettera ha preso corpo ed è partita alla volta di Roma.

La candidatura maremmana è stata esclusa dal ripescaggio, com’è noto, perché tra i promotori mancano le istituzioni pubbliche. Cont e Serra, insieme a Sergio Vasarri, presidente del Club Unesco Grosseto-Maremma e membro del comitato scientifico, forti del supporto di 300 imprenditori locali, alcuni dei quali hanno già avviato i progetti artistici (si veda articolo nella pagina a fianco), invitano il ministero a riflettere sui motivi dell’esclusione e chiedono una chance per la Maremma.

Il progetto è incentrato su una rete di residenze artistiche sul territorio. Gli artisti chiamati in Maremma provengono da tutto il mondo e lavorano a contatto con artisti e artigiani locali in un’esperienza di contaminazione che porta alla produzione di opere d’arte che rimangono sul territorio nel caso di installazioni. Cont e Serra le chiamano “meteoriti” perché, come questi, cadono qua e là, tanto capaci di suscitare meraviglia quanto di integrarsi, infine, con il paesaggio. E, come i meteoriti, non vengono annunciati.

Questa caratteristica è anche quella che, nelle intenzioni del comitato scientifico, devono avere i promotori del progetto: partecipare con «azioni senza riflettori, clandestine e anonime». Una posizione certo inusuale per le istituzioni pubbliche che, accusate dai promotori di disinteresse e «resistenza psicologica» per la mancata partecipazione, hanno risposto dicendo di esser state escluse di proposito.

Al di là della polemica ora c’è comunque un esercito di aziende locali che sostiene il progetto e un nugolo di artisti di livello internazionale che già sta lavorando senza che in Maremma sia arrivato un centesimo di denaro pubblico a sostegno del progetto (per dire, Siena, solo per preparare la candidatura, ha ricevuto 400mila euro dalla Regione).

Insomma, idee, volontà e creatività non mancano. «Il modello – si legge nella lettera – è quello rinascimentale dove l’artista si incontra direttamente con il suo produttore, la piccola e media impresa maremmana. Quali le paure o le riserve al Ministero per una simile avventura?... Far parte del gioco nazionale, e anzi europeo, sarebbe una sfida per la Maremma dalla quale possono derivare solo benefici per tutti. C’è in Maremma la massima disponibilità per lavorare in dialogo costante con le altre città, cercando di offrire quante più occasioni di collaborazione, scambio e confronto».

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