Il dolore
La pioggia di “meteoriti” è iniziata
Tra Albinia, Sovana e Talamone spuntano le prime installazioni artistiche nelle aziende degli imprenditori aderenti
GROSSETO. La pioggia di meteoriti batte forte sulla Maremma. Ma nessun pericolo: quando a “cadere” sul territorio sono installazioni artistiche e artigianali, è una pioggia preziosa.
Mentre la commissione internazionale bocciava la candidatura della Maremma a capitale europea della cultura; mentre si inaspriva la polemica tra istituzioni e promotori sul mancato appoggio all’impresa; mentre anche il Programma Italia 2019 scaricava i maremmani, le idee e l’arte si sono fatte largo per la loro strada. E sono venute alla luce le prime installazioni di “Paesaggi anticipati”, l’etichetta, chiamiamola così, con cui il progetto si traduce in opere concrete. Quelle che appunto Maurizio Cont e Gianmarco Serra definiscono “meteoriti”.
Già di gennaio è stata la notizia dei “piani” sul Gorello a Saturnia: ospitare alcuni artisti nella casetta di Gastone Novelli perché lavorino confrontandosi con l’eredità del pittore. A inizio luglio, poi, l’annuncio del progetto di trasformare la parte inferiore del viadotto di Albinia in luogo d’arte, con ogni campata affidata a un artista internazionale che lavori sul legno dei pini che il Comune sta abbattendo sulla strada Maremmana. A questi progetti, ancora in nuce, oggi se ne affiancano altri già bene avviati.
Artgarden ad Albinia. Nel bellissimo vivaio della Mates piante, vicino Albinia, il titolare Luca Agostini ha concesso alla causa un’area di circa un ettaro dove sta prendendo corpo il “meteorite” Artgarden (giardino d’arte). «Questa zona del vivaio – spiega Agostini – è il campo madre dei cipressi. Ce ne sono circa 150 e valgono circa mille euro l’uno». I cipressi sono disposti in file che formano un percorso di circa 800 metri. E tutto è stato donato al progetto artistico. «Qui – spiega Maurizio Cont – installeremo 7, 8 opere. Poi ospiteremo due artisti all’anno perché vi realizzino le loro opere». Le prime due, di Cont, sono in allestimento. Una è un pannello di travertino donato dalle Terme di Saturnia; l’altra, all’ingresso, è un pennone su un supporto di cemento.
Un meteorite a Sassotondo. Il titolo è semplice: “Meteorite 2014-2018 di Sassotondo”. Ed è “caduto” nell’omonima azienda vitivinicola nella campagna di Sovana (Sorano) di Carla Benini e del marito Edoardo Ventimiglia. L’installazione è stata realizzata da Cont insieme ai fratelli artigiani Luciano e Costantino Granci, di manciano, e al francese Yves Broda, maestro nella lavorazione del bucchero. L’opera si compone di tre elementi, una “porta”, una piramide e un meteorite in pietra tufacea raccolta nei campi dell’azienda. Ad essi si aggiunge un ripiano in travertino su cui, a opera conclusa, sarà collocato un vero meteorite trovato da Cont quand’era ragazzo sulle Dolomiti. Carla Benini ha così visto trasformare l’ingresso della sua azienda. Ma di buon grado. Lei stessa, infatti, è nel comitato scientifico del progetto. «La candidatura ha creato una forte risonanza – spiega – ed è un’occasione per tutto il territorio. Anche per gli imprenditori».
I freni d’artista a Talamone. Così la pensa anche Carlo Stoppa, regista, documentarista e fotografo, che ha abbracciato il progetto concedendo parte di un terreno di sua proprietà a Talamone, d’estate adibito a parcheggio, per farne uno spazio espositivo tutto dedicato al tema delle istituzioni quali “freno all’arte”. Materiale alla base dell’installazione saranno, appunto, vecchi freni usati raccolti dagli sfasciacarrozze.
Tanto per cominciare. «Tutti questi – spiega Cont – sono punti d’avvio ai quali poi gli artisti che chiameremo si riallacceranno con proprie idee e contributi». Il risultato sarà innescare una reazione creativa a catena che coinvolgerà tutto il territorio e lo porterà alla ribalta artistica internazionale. Una Maremma non più ancorata alla stantia immagine di butteri e rotoballe, ma protagonista dell’arte contemporanea. (f.f.)
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