Il Tirreno

Grosseto

«Si fa il dragaggio al porto per la barca di Ferragamo»

di Francesca Gori
«Si fa il dragaggio al porto per la barca di Ferragamo»

La Cgil torna all’attacco sui licenziamenti di 9 lavoratori al porto di Scarlino C’è l’ultimatum: trattative, o da sabato scatta lo sciopero per due settimane

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SCARLINO. È scontro aperto tra la Cgil e la Marina mangement, la società che gestisce il porto di Scarlino. Il pomo delle discordia sono quei nove licenziamenti annunciati e il rifiuto, da parte della società guidata dalla famiglia Ferragamo, di riaprire il tavolo delle trattative. C’è un ultimatum, sul tavolo. Sindacato e lavoratori hanno annunciato che se entro la settimana non si torna a trattare, sabato scatterà il blocco del porto. Uno sciopero di due settimane che farà saltare i servizi ai diportisti che hanno scelto quello spicchio esclusivo di Maremma per ormeggiare le loro imbarcazioni. «La famiglia Ferragamo considera un lusso intollerabile prendere 1.000 euro per 40 ore di lavoro settimanali - dice Claudio Renzetti, numero uno del sindacato maremmano - e pensa di sostituire 9 dipendenti con altri che ne prenderebbero 500, innescando una inevitabile guerra tra poveri. Per ottenere questo brillante risultato, verrebbero anche licenziati tutti i rappresentanti sindacali».

Ma c’è un altro aspetto che la Cgil ha voluto sottolineare dopo la manifestazione di domenica pomeriggio al porto, quando sono stati srotolati striscioni e slogan.

«Ferragamo tiene nel proprio porto una barca stratosferica, con un pescaggio talmente profondo che quando esce in mare sono indispensabili costosissime operazioni di dragaggio. Il management della Marina di Scarlino, da parte sua, non è stato in grado di presentare un piano industriale serio, che faccia intravedere una strategia di rilancio e dia una qualche prospettiva a un intero comprensorio».

Per la Cgil un'infrastruttura come quella della Marina di Scarlino appartiene anche al comprensorio e alle persone che lo abitano. Per questo il porto dovrebbe assumere un valore strategico sostanziale e non soltanto simbolico. «La Cgil non cederà mai al tentativo di reintrodurre la barbarie sociale - aggiunge Renzetti - ed è pronta a lottare con qualsiasi mezzo democratico per salvaguardare posti di lavoro e prospettive di sviluppo. Domenica ci siamo limitati a una piccola azione dimostrativa simbolica, cercando di ridurre al minimo i disagi per l'utenza, con la quale comunque ci scusiamo, scegliendo di non dargli il risalto mediatico che meritava. Determinanti in questa scelta sono state le istituzioni locali, che vogliamo ringraziare per impegno e solidarietà».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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