Sicurezza
Quest’anno si festeggia il venticinquennale, paesani all’opera
Per il venticinquennale della Madonna di Val di Prata, tutto il paese sta tirando a lucido ogni angolo, ogni spazio di Monticello. «Non lo fa il comune?» dicono i membri del Comitato costituito...
Per il venticinquennale della Madonna di Val di Prata, tutto il paese sta tirando a lucido ogni angolo, ogni spazio di Monticello. «Non lo fa il comune?» dicono i membri del Comitato costituito spontaneamente per il festone. «Lo facciamo noi». E che lo facciano è fuori discussione. Ogni associazione paesana ha messo un membro dentro il comitato e poi ci sono i volontari e le volontarie. Venti, venticinque persone che si ritrovano ogni martedì per darsi dei compiti: c’è da pulire dalle erbacce, da trasformare il look del borgo, da organizzare gli eventi religiosi, gastronomici, musicali. Le donne armate di frullino e decespugliatore, lavorano quanto gli uomini. Hanno rasato a fino le scarpate del terreno dove sorge il santuario, potato alberi, tagliato le fronte secche, restaurato le staccionate, messo in ordine i gabinetti pubblici, il cimitero, le siepi del paese. Un lavoro le cui fila sono tenute da Mario Simoncioli, un ex direttore di banca in pensione e che sembra non avere tregua: «Finché tutto non sarà sistemato – dice – non smetteremo». E mostra le staccionate di legno che circondano il santuario, fermate con una sola vite e che adesso, grazie ai volontari, sono state fissate con 4 viti. Un lavoro certosino, come quello di chi sta combattendo contro le erbacce infestanti e le fronde secche di piante attorno alla chiesa. «Abbiamo pulito col frullino, il rastrello e altri attrezzi, piantato pali, sistemato la segnaletica, il parco, le scuole», spiega una signora membro del Comitato festeggiamenti. «Da un anno organizziamo cene e feste per racimolare soldi per la festa.È un avvenimento per il paese e tutto il paese collabora a far funzionare una macchina pesante. Abbiamo pensato anche ai tanti extracomunitari che abitano qui e nel programma c’è una giornata tutta per loro. Ci saranno, spiega la signora, anche le offerte portate alla Madonna dai bambini a cavallo e a piedi. Sono sette a cavallo e in tutto una quindicina. Anche questa è una tradizione antica che abbiamo voluto riproporre. Il bello è che lavoriamo tutti e alla fine il fatto che il comune non ci abbia dato un soldo, ci interessa poco. Questo è un evento che non ha colore politico. È una festa di tutti e per tutti. Ma soprattutto per la Madonna». (f.b.)
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