Il Tirreno

Grosseto

Ingegnere di 41 anni annega a Roccamare

di Enrico Giovannelli e Francesca Gori
Ingegnere di 41 anni annega a Roccamare

Emiliano, ma residente a Roma, era in vacanza con amici: lavorava per Finmeccanica. Difficili soccorsi nel mare agitato

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CASTIGLIONE DELLA PESCAIA. Un corpo che galleggia a faccia in giù, sballottato dalle onde che ieri non hanno dato tregua, per tutto il giorno, al litorale di Castiglione. A poche miglia di distanza, nel porto, l’allarme che suona e un uomo che salta sulla sua barca per cercare di salvare quell’uomo, quasi suo coetaneo, che non riusciva a fronteggiare il mare. Emanuele Flaccadori fa l’ormeggiatore e non avrebbe potuto fare altro che quello che ha fatto: salpare e cercare di arrivare il prima possibile a Roccamare, dove Francesco Vallery, 41 anni di Reggio Emilia, stava lottando tra le onde. Ma quando è arrivato con la sua imbarcazione davanti al ponte Giorgini, l’onda lo ha scaraventato contro la struttura, distruggendo il roll bar della barca. Flaccadori non ha pensato né ai danni, né a quello che gli sarebbe potuto succedere. È arrivato a Roccamare, ma per l’ingegnere che era in vacanza con gli amici nell’esclusiva località della costa, in quella pineta che si affaccia sul mare cristallino di Castiglione, non c’era ormai più nulla da fare.

Ha perso la vita così, fra quelle onde, agitate e pericolose Francesco Vallery, 41 anni originario di Reggio Emilia, che viveva e lavorava a Roma, per Finmeccanica.

La giornata ieri a Castiglione, e anche sul litorale delle Rocchette, non era certo ideale. Verso le 16 anche una piccola burrasca con pioggia forte ha imperversato per una ventina di minuti sul litorale, e fare un tuffo non sarebbe stato certo consigliato.

Per Francesco Vallery però, quella di ieri era l’ultima giornata di vacanza in Maremma, prima di ripartire per la capitale. E forse anche per questo, ha deciso di regalarsi l’ultimo tuffo fra le onde.

È bastato poco, probabilmente un malore improvviso per trasformare una giornata di ferie in una tragedia.

Sono stati gli stessi amici che erano con lui ad accorgersi che qualcosa non andava e a cercare di soccorrerlo. Immediata la chiamata al 118, che ha inviato l’elisoccorso Pegaso atterrato all’interno dello stadio di Casa Mora, distante dal luogo della tragedia solo qualche chilometro. L’ambulanza della Croce Rossa di Castiglione ha accompagnato così i medici sulla spiaggia, ma al loro arrivo non c’era più nulla da fare.

Francesco Vallery era già morto. Sulla battigia, il suo corpo immobile, raccontava tutta la tragedia di una giornata cominciata con il sorriso e finit nel peggiore dei modi.

A Roccamare sono arrivati gli uomini della guardia costiera ha infatti cercato di chiamare a raccolta tutti quelli che si occupano dei soccorsi in mare, da Emanuele Flaccadori al Sestante diving con Sandro e Daniele, e poi anche i tecnici del club velico.

Vallery infatti, era a circa 20 metri dalla riva quando ha accusato il principio di annegamento scomparendo fra i flutti, e l’intervento non è stato semplice, complice anche le tante onde.

Gli amici, disperati, sono arrivati tutti nello stadio di casa Mora, dietro all’ambulanza che stava accompagnando lì la salma del loro amico. Affacciati sulla portiera, non riuscivano a credere a quello che i loro occhi avevano appena visto. E sono stati loro a raccontare che già nel primo pomeriggio, durante una partitella di pallavolo, l’ingegnere reggiano era morto.

Nella sua città di origine era molto conosciuto: figlio di un consigliere comunale della Dc, Vallery aveva deciso di candidarsi con una lista di centrodestra.

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