Il Tirreno

Grosseto

Disobbedisce al fisco: «Partite Iva non tutelate»

di Sara Landi
Disobbedisce al fisco: «Partite Iva non tutelate»

La battaglia di Daniela Fregosi, la consulente che ha sconfitto un carcinoma Ora un’associazione di categoria si è schierata al suo fianco e raccoglie soldi

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GROSSETO. Prima il blog, poi la petizione sulla piattaforma Change.org che ha avuto eco nazionale e che punta spedita all’obiettivo delle 50mila firme (ormai ne mancano meno di 3mila), infine la decisione più sofferta, la scelta della disobbedienza fiscale come segno di protesta verso uno Stato che non tutela il diritto alla salute dei lavoratori autonomi e dei professionisti con partita Iva. La protagonista è ancora una volta Afrodite K, alter ego sul web della 46enne professionista grossetana Daniela Fregosi. Consulente aziendale nel campo della formazione dal 1992, l’anno scorso Daniela Fregosi scopre di avere un carcinoma infiltrante al seno. Ma la battaglia che ingaggia non è soltanto con la sua malattia: «Ho scoperto di non avere tutele in quanto lavoratrice autonoma, la mia agenda lavorativa è saltata e il mio conto in banca pure».

Daniela decide di non combattere solo per sé, ma anche per tutto il popolo delle partite Iva come lei. Dà vita al blog di Afrodite K e alla petizione e alla fine arriva la decisione della disobbedienza fiscale. «Per 22 anni ho fatto la brava cittadina - spiega Daniela – Non è stato semplice prendere questa decisione ma mi è sembrata l’unica arma per dare forza alla mia battaglia. Concretamente ho smesso di pagare i contributi Inps da dicembre e a luglio non ho pagato il saldo, sempre dei contributi Inps, e l’acconto 2014. E dire che per quanto riguarda l’Irpef sono perfino a credito».

Con questa scelta Daniela è ancora più in trincea. «Sono diventata una testimonial delle partite Iva ma a questo punto la mia non è più solo una battaglia sociale: se ne pago le conseguenze le pago come Daniela Fregosi. I soldi che lo Stato avanza li verrà a cercare da me». Per questo Daniela apprezza particolarmente il gesto dell’Acta (Associazione consulenti terziario avanzato), l’associazione nazionale dei freelance che le è sempre stata accanto nella battaglia e che ha deciso di lanciare un crowdfunding per aiutarla a sostenere le conseguenze economiche della disobbedienza fiscale. Grazie alla raccolta sul sito Buonacausa.org sono già stati superati i 1200 euro. «Con il crowdfunding mi viene fornito dal basso un ammortizzatore che lo Stato non mi dà – dice Daniela – L’iniziativa dell’Acta non solo mi fa piacere umanamente ma è soprattutto uno schiaffo morale allo Stato».

Daniela si fa forza grazie ai racconti e alle testimonianze che via mail o tramite il blog le arrivano. «Mi rendo conto di aver scoperchiato un mondo sommerso – dice - in cui ogni giorno incontro storie anche peggiori della mia. Siccome io tutto sommato ho ancora le energie per portare avanti la battaglia mi sento in dovere di farlo anche per chi non ce la fa a combattere». Oltre all’appoggio dell’Acta Daniela Fregosi è contenta che la sua campagna sia stata sostenuta indifferentemente da autonomi e dipendenti. «Il sostegno è trasversale – osserva – D’altronde questa è la situazione del mercato del lavoro oggi: anche chi ha un lavoro dipendente oggi potrebbe trovarsi per scelta o per necessità a lavorare come autonomo. E’ un problema sentito da tutti». Manca invece in questa campagna nazionale partita dalla Maremma il sostegno delle istituzioni locali: «Mi aspettavo che i politici locali si attivassero per sostenere la campagna, invece il governatore Rossi me lo sono dovuta contattare da sola».

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