Attenzione
Allarme dai pastori: assediati dagli ibridi
ARCIDOSSO. Non si fermano le aggressioni e gli avvistamenti di lupi e lupe ibridi con cuccioli al seguito in provincia di Grosseto, da Roselle all’Amiata. A Monte Rosso, nel comune di Stribugliano, è...
ARCIDOSSO. Non si fermano le aggressioni e gli avvistamenti di lupi e lupe ibridi con cuccioli al seguito in provincia di Grosseto, da Roselle all’Amiata. A Monte Rosso, nel comune di Stribugliano, è stata vista un’ibrida biancastra con due cuccioli e lo stesso è capitato all’Abbandonato. E anche al podere Casini di Lorenzo Guidarini a Stribugliano, alcuni giorni fa, il titolare dell’azienda ha visto una grossa bestia nera.
«L’ho vista - racconta Guidarini - e il mio cane da guardiania è scappato, cosa mai fatta prima. Il che significa che di certo aveva avuto incontri precedenti con l’animale e sapeva di non potercela fare. Girano ibridi anche all’Abbandonato, come qui è pieno di cinghiali e di caprioli. Ma ormai le bestie che ci assediano sono tutti ibridi. Ci vorrebbe la caccia di selezione, ma è come parlare al vento. Siamo avviliti, nessuno ci prende in considerazione».
Anche Dante Ricciardi, più noto come Emilio del Casale di Stribugliano, ne ha per tutti: «Pensano di risolvere la situazione coi progetti che ci consegnano cani da guardiania o recinzioni elettrificate. Servono a poco, anzi a nulla. Fatto sta che le aggressioni continuano. Io faccio una sola domanda: ma queste catture di cui tanti si sono riempiti la bocca, dove sono? A parte i 5-6 cuccioli trovati per caso e affidati al Crasm di Semproniano, quali altri animali sono stati catturati? Eppure in giro ce ne sono. Tutti noi li vediamo quasi ogni giorno. Siamo costretti a sottrarre le pecore ai pascoli, alimentarle artificialmente, vivere nell’apprensione continua. Continuo a non comprendere perché non si voglia risolvere questo problema. A chi giova. Non giova agli allevatori, ovvio, non giova agli animali, né pecore che vengono uccise né agli animali ormai tutti ibridsti. Quale specie si vuole conservare? Avevano promesso catture grazie a progetti milionari. Le catture sono inesistenti o per lo meno irrisorie rispetto alla gravità del problema. Nessuno vuole metterci meno? perché? A chi giova?».
Ma anche gli agricoltori sono disperati: ai danni provocati da grandine e stagioni impazzite, si aggiungono quelli dei cinghiali (una squadra di cacciatori ne ha avvistati ben 60 tutti insieme) che distruggono campi coltivati e vigne, e dei caprioli, che sbucciano le piante provocandone l’essiccamento.
(f.b.)
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