Residenti e turisti verso la class action
Striscioni e slogan contro la giunta alla massiccia fiaccolata, verso una nuova manifestazione in pieno agosto
PRINCIPINA. A centinaia venerdì sera si sono radunati in piazzale del Tirreno per sfilare lungo le strade di una frazione che, accusano, «è abbandonata a se stessa, desertificata da scelte assurde». Nel mirino il Comune, con il trio Bonifazi (sindaco), Borghi (vice sindaco), Monaci (assessore lavori pubblici) che campeggia su cartelli e riempie le bocche dei manifestanti. Ora c’è chi parla di una clamorosa fiaccolata bis (10 o 12 agosto), chi vuol portare il caso in Regione e chi si sta attrezzando per una class action. «Non dovesse bastare – promettono residenti e turisti – andremo in procura».
Basta. Basta. Basta. Alla fine sono quasi un migliaio i manifestanti. Ma questo non stupisce. «Perché Principina – dice un presente – è molto apprezzata da tutti, forse meno di tutti dai nostri amministratori». Unico il grido: basta. «Basta con le strade piene di buche»; basta con l’illuminazione che «quando va bene è funerea», compreso davanti alla chiesa «dove c’è chi si fa luce con i lumini»; basta con le carenze nei più elementari servizi: «Info point, fognature, presidio dei vigili del fuoco, distributore di carburante, segnaletica, cura della pineta». Su questo chiedono impegni al Comune, ««nche perché paghiamo un sacco di soldi con le seconde case».
I vacanzieri. Del gruppo fanno parte molti turisti, campeggiatori, affittuari e proprietari di seconde case. Gente che ha «da anni l’appartamento a Principina, ma di questo passo qui non rimane nulla». Tante le lamentele per i furti nelle abitazioni.
Striscioni e sfottò. Negli striscioni campeggiano le facce di Bonifazi, Borghi e Monaci: «Facciamo un tre per due: ridateci pineta e mare e prendetevi questi tre». In un altro striscione il trio è affiancato all'immagine della cocciniglia (insetto che sta decimando i pini) e da una scritta: «Non ti dimenticar di loro».
«Turisticamente Principina è la seconda frazione più importante. Ma lo sappiamo perché non ci considerano, perché qui non ci sono tanti voti. E loro vivono solo per quelli» sbotta uno dei manifestanti. Attorno la gente annuisce.
Ascoltateci. O cambia qualcosa o residenti e turisti sono pronti a tutto. «Vorremmo incaricare uno studio professionale per certificare che Principina non è in sicurezza. Né per la viabilità, né per la cura della pineta, né per l’illuminazione. Vogliamo risposte. Non come lo scorso anno con le firme». Il riferimento è alla petizione del settembre 2013: più o meno identiche a quelle attuali le criticità allora segnalate da 1.500 firmatari. «Se non accade nulla siamo pronti ad andare alla procura della Repubblica» e a formare una “class action, perché ci sono grossi danni”.
Turisti in fuga. Grossa preoccupazione per un turismo che rischia d’evaporare. «Quest’anno è passato un messaggio: a Principina c’è la desertificazione. Se i lavori li avessero fatti d’inverno, quando la frazione è vuota e ci sono solo i ladri che spaccano le porte, non avrebbero dato fastidio. Ora invece c’è gente che dice: ma che ci torniamo a fare l’anno prossimo?».
In Regione. «Porterò all'attenzione della Regione le condizioni in cui versa Principina» parola di Giovanni Donzelli, capogruppo di Fratelli d’Italia al consiglio regionale. Donzelli fin da bambino frequenta la frazione. Ne conosce pregi e difetti. «Dalla rete fognaria ai vialetti per le biciclette, dalla scarsa illuminazione alle condizioni dell'asfalto e soprattutto l'incuria della bellissima e malata pineta». L’esponente meloniano ricorda che «il consigliere Fabrizio Rossi ha più volte provato con atti ufficiali a far interessare l'amministrazione. Ma non c'è peggior sordo di chi non vuole sentire».
Sconcertato. Intanto i manifestanti incassano l’appoggio di Mario Lolini, residente di Principina e avversario di Bonifazi alle scorse elezioni. «Sono sconcertato da tempi e modi dell'amministrazione nell’affrontare i problemi della località, ignari del disagio che hanno creato nel periodo di maggior afflusso turistico. È così che vogliamo affrontare la crisi più nera?».
Clamoroso bis. Intanto si fa largo l’ipotesi di dar vita a una seconda e più ampia manifestazione nella settimana di Ferragosto. Magari per il 12 o addirittura il 10 agosto, giorno di San Lorenzo, patrono di Grosseto. L’idea è quella di coinvolgere ancora più persone.
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