Il Tirreno

Grosseto

Protesta al porto di Ferragamo

di Francesca Gori
Protesta al porto di Ferragamo

Sindacati, lavoratori e istituzioni in corteo fino alla barca del patron: in ballo ci sono 9 licenziamenti

3 MINUTI DI LETTURA





SCARLINO. «Licenziare non è glamour». Anzi. Non potevano utilizzare slogan migliore i lavoratori e i sindacalisti della Cgil che hanno organizzato ieri la prima manifestazione di protesta al porto di Scarlino. In ballo ci sono nove licenziamenti che non vanno né su né giù al sindacato. Ieri il corteo sulle banchine del porto di Scarlino si è fermato proprio davanti alla barca di Ferragamo, patron della Marina management.

Alla manifestazione dei lavoratori di ieri hanno partecipato anche i rappresentanti delle istituzioni. C’erano i sindaci di Scarlino e Follonica e i rappresentanti del Comune di Gavorrano. Anche loro, esattamente come hanno fatto i sindacati, hanno cercato di far ragionare la società sulla bozza di accordo presentata la scorsa settimana. Una bozza di accordo «blindata», come l’hanno definita i vertici della Marina management e che prevede 9 licenziamenti su 26 e la possibilità di sostituire i lavoratori ai quali verrebbero applicati i contratti di solidarietà. «Una follia - dice Andrea Ferretti, segretario della Filcams Cgil - che probabilmente non verrebbe nemmeno presa in considerazione dal Ministero. Noi su una bozza del genere la firma non abbiamo intenzione di metterla».

I lavoratori del porto di Scarlino sono in cassa integrazione da due anni e ora che siamo arrivati alla scadenza, i sindacati sono tornati al tavolo delle trattative per salvare posti di lavoro. Ma la società ha accolto soltanto in parte la proposta presentata. «Abbiamo chiesto che venissero applicati i contratti di solidarietà ai lavoratori - spiega ancora Ferretti - e siamo riusciti a ottenere questo risultato. Ma quando è arrivata la bozza dell’accordo ci siamo resi conto che c’era qualcosa che non andava». Di fatto, la società ha deciso sì di applicare i contratti di solidarietà ai lavoratori, ma di licenziarne 9. Quasi tutti ormeggiatori. «La cosa che però ci è sembrata più strana di tutte - dice ancora Ferretti - è stata la decisione di sostituire con consulenti esterni i lavoratori con contratti di solidarietà. Una proposta del genere per noi è irricevibile». I sindacati, ieri, hanno rotestato dopo il secondo rifiuto consecutivo da parte della società guidata da Ferragamo che su quell’accordo sembra non abbia intenzione di fare un passo indietro.

«Con questo sciopero non abbiamo creato disagi ai clienti del porto - dice il segretario della Cgil Claudio Renzetti - ma se la società decide di non mettersi di nuovo al tavolo della trattativa, sabato prossimo bloccheremo il porto e la nostra protesta durerà almeno quindici giorni».

Leonardo Ferragamo, ieri, a Scarlino non c’era. «È negli Stati Uniti - dice Renzetti - ma nell’arco della settimana deve farci sapere se ha intenzione o meno di rimettersi al tavolo. L’ultima volta l’accordo non è stato raggiunto e se non vuole che blocchiamo il porto in piena stagione turistica è il caso che la trattativa riprenda da dove l’avevamo lasciata, non da quella bozza di accordo che è irricevibile».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze