Il Tirreno

Grosseto

La carica dei sindaci contro la Tirrenica

di Ivana Agostini
La carica dei sindaci contro la Tirrenica

A Borgo Carige dibattito infuocato tra ambientalisti e amministratori. «Conflitto d’interessi lungo 200 chilometri»

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CAPALBIO. «Supposta tirrenica, un conflitto di interessi lungo 200 chilometri». Questo lo striscione che campeggia nella sala Tirreno a Borgo Carige dove i comitati no Sat hanno organizzato un convegno dal titolo “Tirrenica, l'autostrada che non sa da fare”. Un convegno in cui i comitati del no (Italia nostra, coordinamento dei comitati e associazioni ambientali provincia di Grosseto, No Sat) hanno cercato di coinvolgere alcuni dei sindaci interessati dal tracciato della cosiddetta “spacca Maremma”. I primi cittadini che hanno risposto alla chiamata sono importanti: il sindaco di Livorno Filippo Nogarin, di Orbetello Monica Paffetti, di Suvereto Giuliano Parodi, di Capalbio Luigi Bellumori e di Civitavecchia Antonio Cozzolino. Ha introdotto il tutto Nicola Caracciolo, presidente onorario di Italia Nostra che ha ribadito come in questa storia dell’autostrada tirrenica ci sia un grande problema, un conflitto di interessi senza precedenti, un commissario per conto del governo che è anche presidente della Sat. A tutto questo si deve aggiungere un altro punto importante la mancanza di soldi per poter realizzare il progetto. Davanti a una sala gremita ha preso la parola Luigi Bellumori che ha dichiarato di mettersi a disposizione per andare a Roma, insieme agli altri sindaci per fare presente le istanze e le battaglie che si stanno combattendo. «L’autostrada – dice Bellumori - non risolverà il problema della nostra arretratezza, anzi sposterà il problema della sicurezza dall’Aurelia a quelle le saranno le complanari». Dopo Bellumori è stata la volta di Monica Paffetti, sindaco di Orbetello. «Abbiamo rifiutato e rifiuteremo le proposte di tracciato che Sat ci ha fatto. Vogliamo vedere il piano finanziario di Sat, vogliamo vedere i numeri. Non voglio – conclude il sindaco di Orbetello - che un mio cittadino debba pagare il pedaggio per andare in ospedale». Antonio Cozzolino di Civitavecchia invita a destinare i 270 milioni di euro che mancano a scopi più utili di quanto sia costruire una autostrada. Duro il sindaco di Suvereto: «Sat va fermata, perché mentre parliamo Sat sta andando avanti. Sat metta il pedaggio non quando finisce ogni lotto ma quando finisce l'autostrada. Si riparta da Anas 2001, questa è la soluzione». Arriva per ultimo Filippo Nogarin e per uno scherzo del destino siede accanto al sindaco di Civitavecchia, la fine e l’inizio dellautostrada, la Livorno Civitavecchia, appunto. Entrami contrari. «Dobbiamo portare a Roma il nostro grido - dice Nogarin – siamo stanchi di essere presi in giro». Posizioni concordi dunque per una autostrada che porterebbe solo svantaggi per un territorio che non sembra averne davvero bisogno.

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