Il Tirreno

Grosseto

Scomparse centinaia di imprese artigiane

Crisi, tempi lunghi per riscuotere e difficoltà di credito: dati choc nel rapporto annuale della Cna

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GROSSETO. Cola a picco. Sprofonda l’artigianato maremmano: il saldo tra attività aperte e chiuse nei primi tre mesi del 2014 è meno 109. Un settore inghiottito dalla crisi, trascinato a fondo da un’edilizia alla canna del gas.

Quello che sino a pochi anni fa era un comparto in salute, ora vacilla: in 6 anni il saldo tra imprese artigiane edili aperte e chiuse è meno 331. Altre 71 le attività chiuse nei primi 3 mesi 2014. Un’ecatombe. I superstiti, rivela uno studio condotto da Cna su 250 imprese, adottano tecniche di sopravvivenza: dall’anticipo di fattura alle attese nei pagamenti, sempre più lunghe ma indispensabili per andare avanti. «Per vedersi pagare una fattura – spiegano il presidente Cna, Riccardo Breda e il direttore, Renzo Alessandri – l’attesa media è di 75 giorni». Ma a un artigiano su quattro va addirittura peggio: 4 mesi. «Il 61% degli intervistati dice d’aver subìto una riduzione dei ricavi nel 2013». Qui entrano in gioco le tecniche di sopravvivenza. Bere o affogare: ecco che ogni piccolo imprenditore cerca di dare una mano all’altro. Come? Con grande elasticità nei pagamenti: il 23% degli artigiani coinvolti dal sondaggio Cna rivela d’aver allungato, a sua volta, i tempi di pagamento dei propri fornitori. Infine, ma non ultimo per importanza, il ruolo del credito. La micro impresa va avanti a colpi di scoperti sul conto corrente (38%) e anticipi di fatture (35%). Ma uscire dalla banca con i quattrini non è cosa da tutti: per il 69% degli artigiani i costi di accesso al credito nel 2013 «sono stati (e lo sono ancora) in costante e rilevante aumento». Insomma, che lo scorso anno le cose andassero male, malissimo, se n’erano accorti (quasi) tutti. Ora, però, ci sono le prove.

Accanto al sondaggio, Cna ha diffuso l’annuale rapporto Trend, quello che tasta lo stato di salute delle imprese locali. E i numeri sono da paura. Nel 2005 l’edilizia, settore trainante, portava in dote nel paniere artigiano (ammontante a 572milioni) ben 324 milioni di euro in fatturati. Lo stesso settore delle costruzioni, appena 8 anni più tardi, chiude il 2013 con un giro d’affari di appena 148 milioni. Un crollo verticale che, complice la congiuntura di tutti gli altri componenti, dai servizi a imprese e famiglie, alimentare, riparazioni e metalmeccanica, trascina il dato complessivo dei fatturati artigiani in provincia a un poco lusinghiero 312 milioni di euro annui. Nel 2008 le imprese artigiane erano 6.498. Divenute 6.034 nel 2013. Oggi sono 5.925. La speranza è d'aver toccato il fondo.

Maurizio Bernardini

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