Sicurezza
Scarichi fognari abusivi nel corso del Petraia
L’esito dei rilevamenti dell’Arpat sugli sforamenti dei limiti per i batteri fecali Un fenomeno che è alla base dei ripetuti casi di divieto di balneazione
FOLLONICA. Scarichi non collettati ed ingressi anomali di acque domestiche nella rete fognaria di Follonica. E' il risultato delle indagini che l'Arpat ha svolto nelle scorse settimane dopo il superamento del livello massimo dei batteri nelle analisi di balneazione delle acque. Un problema che assilla la città del Golfo ormai da anni e che adesso anche l'agenzia per la protezione ambientale ha ufficializzato.
L'indagine è scaturita dagli esami delle acque marine dello scorso giugno che evidenziarono per l'area sud-est foce Petraia il superamento dei limiti di legge con divieto temporaneo di balneazione a Senzuno. Arpat ha verificato il corso del fosso, che si getta in mare dopo aver raccolto le acque del Petraia e della Gora delle Ferriere, con misurazioni dei parametri chimico-fisici e campionamenti delle acque con lo scopo di individuare lo stato di contaminazione. Il primo sopralluogo è stato effettuato alla presenza di tecnici del Comune di Follonica, che hanno indicato i punti di immissione nel Fosso Gora degli scaricatori di piena della rete fognaria per un tratto di 700 metri dalla foce verso l'interno; successivamente Arpat ha completato l'ispezione a monte dei due fossi: lungo i due alvei non risultavano scarichi visibili, con l’unica eccezione della conduttura adibita al drenaggio delle acque meteoriche.
La portata significativa degli scarichi, in assenza di eventi piovosi recenti, depone secondo Arpat per «la presenza di ingressi anomali di acque domestiche o fognarie nel reticolo di drenaggio delle acque meteoriche; Arpat ha quindi comunicato al sindaco di Follonica, all'Acquedotto del Fiora ed al Dipartimento di prevenzione dell’Asl 9 i risultati di questi accertamenti evidenziando come i due principali corsi d’acqua che attraversano Follonica presentano un elevato livello di contaminazione fecale già all'altezza della ex Aurelia. Le elevate densità di batteri fecali rilevate in assenza di pioggia indicano la presenza diffusa su tutto il territorio cittadino di scarichi con contenuto fecale non adeguatamente collettati nella fognatura. La presenza di tale inquinamento giustifica i frequenti superamenti degli standard di qualità delle acque di balneazione».
Al Comune di Follonica, secondo l'Agenzia, non rimane quindi che una forte opera di risanamento della zona di foce per procedere in futuro alla rimozione del divieto permanente di balneazione oltre ad una capillare opera di identificazione e rimozione degli scarichi anomali.
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