Il Tirreno

Grosseto

Sani tira le orecchie ai compagni del Pd

di Gabriele Baldanzi

«Meno cene e più politica per consolidare il governo locale e avere peso su quello nazionale»

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GROSSETO. Parla l'onorevole Luca Sani. Di economia, nuova Provincia, Pd. Considerazioni forti, rivolte ai big del suo partito, messaggi che ridisegnano un po' la geografia delle simpatie e delle possibili alleanze in vista dei prossimi appuntamenti. Il deputato chiede un colpo di reni della politica locale per tutelare gli interessi della Maremma. E soprattutto meno cene..

«Risulta fin troppo chiaro che il modello di sviluppo che fino al deflagrare della recessione economica nella nostra provincia aveva garantito ricchezza e benessere, è ormai entrato in crisi - spiega Sani - lo dimostrano gli indicatori economici e le analisi che in questi ultimi giorni si sono susseguiti: dal Sole 24 Ore al report di Nomisma per la Camera di Commercio, fino al rapporto Trend della Cna. Sarebbe illusorio pensare che finita la buriana, senza compiere scelte radicali, tutto tornerà come prima. Il nostro tessuto produttivo infatti sta faticando eccessivamente ed è urgente promuovere azioni che gli restituiscano respiro. Vanno assunte con maggior determinazione misure che rafforzino i sistemi d'impresa in un contesto imprenditoriale ancora eccessivamente frammentato e che non completa la filiera produttiva». Sani si riferisce in primo luogo ai settori su cui la Maremma ha maggiore vocazione e potenzialità come il turismo, l'agroalimentare e, più in generale lo sviluppo rurale. «Qui sta lo spazio d'iniziativa della politica. Anche se, a fronte di questa urgenza, rischiano di prevalere tatticismi e calcoli di breve periodo che stanno appesantendo le azioni di governo». Parole forti, destinate a orecchie diverse. Valgono per “i fiorentini”, il governatore Rossi e l'assessore Bramerini, entrambi in scadenza a febbraio 2015; valgono per Marras (già scaduto e intento a portare in tavola la carne messa al fuoco negli ultimi 5 anni, progetti ma anche relazioni). Valgono tanto più per i vertici del comune capoluogo, dove forse appare più evidente la melina e il tatticismo come allenamento al passaggio di testimone tra sindaco e vicesindaco.

«Vi sono alcune questioni - prosegue il deputato Sani - che vanno prese di petto. Il Piano Paesaggistico toscano, per come adottato dal consiglio regionale, ha un'impostazione eccessivamente vincolistica e necessita di robuste correzioni, pena una ricaduta negativa sulle possibilità di crescita, ovviamente sostenibile, del nostro territorio e delle attività economiche insediate. Questo va rappresentato adeguatamente in Regione Toscana, assieme a un'accelerazione dell'approvazione degli strumenti urbanistici locali che stazionano troppo tempo negli uffici dei Comuni». Altro tema toccato da Sani - e non poteva essere altrimenti - quello delle dotazioni infrastrutturali. «Bisogna presidiare: il completamento della E78, da Grosseto a Siena, non deve essere realizzato a pedaggio; la realizzazione certa del Corridoio tirrenico deve avvenire senza che le popolazioni e le imprese maremmane subiscano i disagi contenuti nel tracciato Sat. E questi sono solo alcuni punti critici che si incrociano, tra l'altro, con la perdita di ruolo della Provincia, che ha svolto una funzione centrale per le politiche di sviluppo, ed in particolare sull'intercettazione delle risorse comunitarie».

L'ultima stoccata riguarda l'elezione dei vertici della "nuova" Provincia. «È un passaggio che va arricchito di forti contenuti politici e programmatici. Non può trattarsi solo di una staffetta amministrativa. Perciò occorre che il Pd, per la forza di governo che esprime, faccia uno sforzo per rappresentare al meglio gli interessi del territorio. Meno cene da campagna elettorale e più confronto politico, quindi. Consapevoli che su questo si misurerà la nostra capacità, come classe dirigente, di consolidarci nel governo locale ed essere autorevoli in quello nazionale».

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