Il Tirreno

Grosseto

«Più volte avevamo detto di fare i fori»

Sotto processo per la caldaia: i testimoni della difesa spiegano il perché delle certificazioni false

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GROSSETO. Erano rimasti intossicati in tre: non in modo grave ma da quel giorno la signora era dovuta ricorrere a cure e apparecchi per il cuore. Ed erano stati sottoposti a ossigenoterapia anche l'infermiere e il medico intervenuti (due volte) per i soccorsi. Un problema presumibilmente attribuibile al funzionamento della caldaia. Per quell'episodio, avvenuto il 18 dicembre 2010, la Procura ha citato a giudizio gli addetti alla manutenzione per il falso ideologico in certificazioni commesso da incaricato di pubblico servizio: secondo l'accusa, tra il 2006 e il 2010, avrebbero attestato che la caldaia Beretta Idra 201 funzionava in sicurezza mentre sarebbero state mancanti le prese d'aria. L'appartamento, in via Lago di Como, è della famiglia Ghiribelli. La caldaia era in cucina. Ieri mattina, il titolare della società Tecno 3 Mario Sazzari insieme a Roberto Tortelli (indicato erroneamente in un nostro precedente articolo come imputato e invece prosciolto prima dell’inizio del processo), hanno testimoniato in aula, davanti al giudice Giovanni Puliatti.

I tre imputati (difesi dall’avvocato Matteo Monticini) sono stati accusati di non aver barrato le caselle giuste sulla certificazione del controllo della caldaia. Ma solo di aver raccomandato ai due coniugi di praticare dei fori necessari per evitare incidenti come quello che poi si è verificato.

È un racconto all’unisono il loro. «La caldaia funzionava regolarmente ed era lì da trent’anni - hanno detto Sazzari e Tortelli - e alla famiglia Ghiribelli abbiamo più volte detto di fare quei buchi per l’areazione». È stato Tortelli a spiegare perché in quei documenti non erano state barrate le caselle giuste. «Conoscevo quella famiglia da decenni - spiega - e non volevamo creare loro problemi di natura amministrativa. Nel 2004 e nel 2005 avevamo segnalato anche nella certificazione la mancanza dei fori, ma mi avevano assicurato che li avrebbero fatti. Non abbiamo voluto metterli in difficoltà». (f.g.)

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