Il Tirreno

Grosseto

Il 28 settembre il “Provincia day”

di Lorenzo Falconi

Marras: «Per quel giorno è fissata l’elezione del nuovo consiglio e del futuro presidente»

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GROSSETO. Il nuovo volto della Provincia verrà svelato il 28 settembre. In questa data è fissata l’elezione del consiglio provinciale, che sarà composto da dieci persone e, contemporaneamente, quella del futuro presidente.

Due votazioni distinte in una sorta di “election day” in grado di coinvolgere la gran parte delle province d’Italia, anche se al momento non è dato sapere se tutte saranno allineate sulla stessa data. A palazzo Aldobrandeschi, in ogni caso, si voterà dalle 8 alle 21. Un giorno intero, in pratica, per delineare la nuova fisionomia di quella che sarà la Provincia dei Comuni. Una tornata elettorale decisamente atipica: al voto non andranno i cittadini, ma solo i consiglieri e i sindaci dei 28 comuni della provincia di Grosseto. Per la carica di presidente si potranno votare solo i primi cittadini e i consiglieri provinciali uscenti. Il consiglio provinciale rimarrà in carica per due anni, la metà del mandato che invece riguarderà il presidente. Anomalo anche il peso specifico del voto, secondo un regolamento basato su coefficienti, calcoli di conversione e fasce colorate in base alla valenza demografica del comune rappresentato. In estrema sintesi, e tanto per fare un esempio, il voto di un consigliere comunale di Grosseto avrà un “peso” maggiore rispetto ad uno di Monterotondo Marittimo. Un meccanismo basato quindi sulla rappresentanza demografica del comune di appartenenza che, ipoteticamente, potrebbe anche tagliar fuori dai giochi i piccoli comuni. Se immaginiamo una coalizione tra Grosseto, Follonica e Orbetello, il conto in base ai coefficienti e alle percentuali è presto fatto.

Curiosa sarà la campagna elettorale che, di fatto, si giocherà in gran parte nei consigli comunali, con possibili accordi tutti da verificare. Allo stato attuale è difficile comprendere quale ambizione porterà in dote la nuova carica di presidente, alla luce soprattutto dei tagli economici incentrati proprio sulla parte politica delle Province. In tal senso, non si tornerà di certo indietro e per qualcuno l’onore del mandato potrebbe trasformarsi in un onere poco conveniente da sopportare. Al di là delle supposizioni, su ciò che potrebbe accadere, è lo stesso presidente della Provincia Leonardo Marras a richiamare al senso di unità tutti i comuni interessati dalla nuova fisionomia che andrà a delinearsi, invitando gli enti locali e a prendere decisioni anche in base agli strumenti operativi che saranno messi a disposizione. «In questa logica va salvaguardata la dimensione territoriale delle politiche di sviluppo, per continuare a prendere qui le decisioni più importanti che riguardano il territorio – spiega Marras - È il tema strategico di una cabina di regia unica per capitalizzare i prossimi sette anni di programmazione comunitaria, dai piani di sviluppo rurale e dai fondi strutturali. Noi crediamo in questo percorso e lo stiamo ponendo all’attenzione dei comuni per capire se c’è condivisione. Si tratta, comunque, di fare scelte di grande cambiamento creando nuovi modelli organizzativi che se daranno le risposte attese, potrebbero diventare un riferimento nel nuovo assetto istituzionale della Toscana». Per questo motivo un’altra data significativa del percorso di trasformazione sarà quella del 25 luglio, quando in un incontro pubblico verranno illustrare le convenzioni messe a disposizione. Opportunità che hanno l’intento di «ridurre – secondo Marras – le risorse che i comuni dovranno mettere in campo, sia dal punto di vista umano che economico».

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