Gioco
Condannato il patron della Solmine
Due anni e 9 mesi di reclusione per Luigi Mansi: lo ha deciso il tribunale di Molfetta per la morte di cinque operai nel 2008
SCARLINO. Riprendendo le cronache di allora troviamo titoli come “Molfetta, strage di operai” o “Una tragica catena di morte”.
E basta leggere gli articoli per capire che alla fine non sono poi esagerati: il 3 marzo 2008, in una periferia industriale di Molfetta, persero la vita cinque operai a causa di un’esalazione di acido solforico. Il primo mentre puliva la cisterna, gli altri nel tentativo di soccorrerlo.
Un anno e mezzo dopo una condanna per omicidio colposo ha travolto sette persone, tutti rappresentanti di società coinvolte a vario titolo nella vicenda. Ma da quella sentenza è nato un altro processo per falsa testimonianza, il «Truck Center Bis», che si è concluso la settimana scorsa con una condanna a due anni e nove mesi di reclusione per sette indagati. Facce molto note in Maremma, tra cui spicca quella di Luigi Mansi, presidente della Nuova Solmine e patron del Gavorrano calcio. Gli altri sono i dirigenti della sua società, acquirente della partita d’acido, chiamati all’epoca dei fatti a testimoniare sull’accaduto.
La vicenda è molto complessa e al momento siamo al primo grado di giudizio. È importante partire da qui, dal fatto che siamo solo all’inizio, anche perché la condanna a carico degli indagati emessa dal giudice monocratico del tribunale di Molfetta prevede anche l’interdizione dagli uffici della stessa durata della pena. Tradotto: Mansi dovrebbe lasciare la guida della Nuova Solmine. Ma questo accadrebbe solo a sentenza definitiva, una volta percorsi tutti e tre i gradi di giudizio. Invece siamo solo all’inizio del secondo processo.
L’inizio di tutta questa brutta storia invece parte in un caldo pomeriggio pugliese, in un’estrema periferia di Molfetta dove trovano rimessaggio i veicoli industriali. Qua c’era la sede della Truck Center, azienda di lavaggio di cisterne. E in quel giorno maledetto, intorno alle 16, Guglielmo Mangano sta lavando un container di zolfo della Fs Logistica spa, società che fa capo alle Ferrovie dello Stato, trasportato nella città pugliese dalla ditta La Cinque Biotrans snc. All’improvviso accade qualcosa: Mangano s’affaccia nella cisterna per vedere come va il lavoro e viene investito da un’esalazione letale di acido solforico sprigionato dalla reazione zolfo e acqua, cadendo nella cisterna stessa. L’autista del veicolo (Biagio Sciancalepore) e altri due operai (Michele Tasca e Luigi Farinola) non perdono tempo e si calano subito nel tentativo di soccorrere il compagno di lavoro ma anche loro sono vittime dell’acido solforico. Qualcuno chiama il titolare dell’azienda, Vincenzo Altomare, che è a casa e lui, mentre ancora in auto corre verso il capannone, telefonato al 118. Ma quando arrivano i pompieri, anche Altomare è disteso sul fondo dell’autocisterna. Una strage, una catena di morti. Il 26 ottobre 2009 arriva la sentenza del tribunale di Trani: 4 anni di reclusione per omicidio colposo a sette rappresentanti delle tre società coinvolte, condannate anche a pene pecuniarie. Accade però qualcos’altro: la trasmissione degli atti alla Corte d’Appello da parte di accusa e parti civili mira a valutare l’eventuale reato di falsa testimonianza alla luce di alcune deposizioni rese a dibattimento da operatori di Eni e Nuova Solmine. Lo zolfo liquido venne infatti caricato dall’Eni di Taranto e svuotato nell’azienda scarlinese, prima di ripartire per la Puglia. È il «Truck Center Bis», che si è concluso con sei condanne a due anni e nove mesi di reclusione per sette indagati. Oltre a Mansi, ci sono i vertici aziendali: l'ad Ottorino Lolini, il direttore dello stabilimento Giuliano Balestri e i dipendenti Gabriele Pazzagli e Mauro Panichi. Due anni, pena sospesa, per Loris Poccetti per falsa testimonianza resa durante il primo processo. Tutti condannati anche all’interdizione, mentre la Nuova Solmine è stata condannata al pagamento di una provvisionale in favore delle parti civili: oltre i parenti degli operai vittime, anche il Comune di Molfetta e la Regione Puglia.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
