Sicurezza
Una targa per premiare Erik il fantino
Fumi ebbe un incidente nel 2011, oggi sta bene. L’ippodromo del Casalone lo omaggerà venerdì
GROSSETO. La storia di Erik Fumi - il fantino grossetano che nel 2011 ha avuto un brutto incidente, è andato in coma e ora sta bene ed è tornato dai suoi amati cavalli - ha commosso le persone che lavorano al Casalone, ovvero l’ippodromo di Grosseto dove lo stesso Erik oggi lavora come allenatore.
Così Alessandro Massai, presidente dell’Ippodromo del Casalone srl, ha deciso di fare qualcosa di bello per lui. Ed è spuntata fuori l’idea di una targa, da consegnare proprio a Erik venerdì 18 luglio, giorno in cui si disputano le corse, dalle 20,30 alle 23,30.
In quell’occasione, di sera in occasione della premiazione della corsa tris, avverrà una sorta di cerimonia in cui appunto sarà consegnato un riconoscimento a Fumi, per omaggiarlo della determinazione con cui ha affrontato questo lunghissimo periodo di cure e riabilitazione, che lo sta portando a nuovi successi in veste di allenatore. Le modalità e i dettagli sono in corsa di definizione, ma il programma e lo spirito della serata sono ben chiari.
Com’è noto, nel luglio 2011, esattamente tre anni fa, Erik Fumi cadde da cavallo e la sua vita cambiò. Entrò in coma e da lì in poi dovette ricominciare daccapo: a parlare, muoversi e camminare. Oggi il fantino grossetano, 26 anni, sta bene ed è tornato al mondo che ama: l’ippica. Ha provato la straordinaria emozione di risalire in sella e si sta reinventando un lavoro. Siccome non può ancora andare al galoppo, ha deciso di fare l’allenatore insieme al padre Tebaldo (illustre ex fantino) all’ippodromo del Casalone di Grosseto. E in questa veste ha persino vinto una gara. Ne ha passate tante, dal 2011: sedute di fisioterapia, tanti esercizi. Ma la battaglia più dura è stata contro la morte che si era affacciata quella sera maledetta all’ippodromo livornese Caprilli dove la cavalla Speranza blu si accasciò in gara sbalzandolo al suolo. Il cascò salvò la vita a Erik ma non gli risparmiò il coma. Fumi dormì una settimana e al risveglio non sapeva più parlare né muoversi. Si è aperto poi il calvario delle cure, portate avanti con tenacia fino a oggi, in cui finalmente sta bene e ha voluto tornare dai suoi animali. Lavora col padre, allena Fire and Ice. E grazie a questo straordinario percorso di vita si è guadagnato l’affetto di chi, oggi, ha deciso di premiarlo.
Elisabetta Giorgi
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